Fiera di Cento – Corso Guercino – Centro storico 

Dal 7 settembre all’11 settembre, siamo lieti di presentare e sostenere “il residence del futuro” in collaborazione con l’impresa artefice della sua realizzazione. Per noi è importante mettere in risalto quelle imprese che credono nel cambiamento, nell’etica del mercato e nella necessità di costruire ecosostenibile. Un’impresa giovane fondata da giovani, che operano nel territorio ferrarese, e vogliono farsi conoscere per il loro modo innovativo di costruire e di proporre alle persone interessate i loro interventi.

Riteniamo sia importante sostenere chi, con fatica, cerca di operare in modo innovativo ed eticamente corretto, nel settore dell’edilizia. Venite a trovarci allo stand 79 di fronte al Castello della Rocca e vi accoglieremo con lo stesso entusiasmo con cui realizziamo i nostri interventi.

Chi troverete?

Michele Ciao, fondatore dell’impresa di costruzioni F.lli Ciao Costruzioni s.r.l. di Renazzo.

Claudia Fortunato, architetto.

Pianta generale_Campionaria Cento 2011 (4)

Il Residence nel futuro a Renazzo di Cento (FE)


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……….continua la nostra ricerca del benessere abitativo, costruendo nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Stiamo realizzando un nuovo intervento, nella provincia di Ferrara, secondo i canoni dell’architettura ecosostenibile a basso consumo energetico. Con questi principi stiamo realizzando il “Residence del futuro”, utilizzando materiali biocompatibili e le tecnologie del risparmio energetico.

Risparmiamo utilizzando il calore del  sole  - fotovoltaico  - 

utilizziamo il calore della terra – geotermia - 

domotica, ventilazione meccanica controllata, deumidificazione integrata, certificazione Casa Clima – Classe A e contributi statali GSE (contoenergia) http://www.gse.it/GSE%20Informa/Documents/Conto%20Energia%202010.pdf

Desidero sottolineare, con la presentazione di questo intervento che, in una difficile situazione di mercato quale quella attuale spesso una società immobiliare è portata a cercare di battere la concorrenza sul piano dei prezzi offrendo soluzioni economicamente sempre più competitive, ma inevitabilmente più povere sul piano sostenibile e qualitativo. Tale atteggiamento risulta spesso controproducente poiché può produrre come effetto immediato una contrazione dei margini coinvolgendo tutto il settore in una spirale negativa di continua riduzione dei prezzi e quindi di qualità dell’offerta. La nostra sfida, è contenere certamente i prezzi, mantenendo alta la sostenibilità ambientale dei nostri interventi.

Per questo motivo cerchiamo di usare nel migliore dei modi le tecnologie che ci permettono di usufruire degli elementi naturali, riducendo al minimo l’impatto economico e ambientale dell’abitazione finita, evitando così di immettere CO2 nell’ambiente.

Ricordo infine che il punto di forza di questo intervento, è totalmente indipendente dalle reti pubbliche (NO GAS) e produce energia da immettere nella rete cittadina (fotovoltaico e conto energia) con conseguente vantaggio economico degli abitanti del complesso residenziale.

Se siete interessati ad un ambiente sostenibile anche economicamente, contattateci vi daremo tutte le informazioni e vi porteremo a fare un sopralluogo per “toccare con mano” ciò che stiamo realizzando.

Panoramica delle soluzioni abitative:

Tipologia Terra Cielo s.u. 165,00 mq


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Tipologia duplex 135,00 mq       

Tipologia monolocale s.u. 62,00 mq

Due amici di Bologna e futuri cohousers, ci hanno chiesto di collaborare con loro e dare spazio e visibilità al loro progetto di cohousing. Siamo ben lieti di collaborare e dare spazio ad iniziative così interessanti, che offrono oltre ad una soluzione abitativa condivisa, anche un luogo dove si può scegliere di creare un’attivita professionale.

Pubblichiamo di seguito la descrizione del progetto di cohousing scritta da Pigam e Cinzia.

Cari amici e care amiche cohousers,
siamo lieti di comunicarvi lo stato di avanzamento del nuovo progetto di cohousing Borgo Samoggia!

Innanzitutto chi siamo:
Lavanya Cinzia Rossi e Paigam S. Donini (con relativa prole) e Lorenzo Saredo.

Adesioni:
Il gruppo fondatore sopra descritto è aperto alla partecipazione di altri 3 (tre) nuclei al massimo (per ora… leggi il seguito!)
Le persone/i nuclei che vogliono aderire in questo momento partecipano finanziariamente in proporzione alle loro possibilità acquistando una parte del borgo (che potrebbe anche essere solamente il loro appartamento).
Aderendo al cohousing e acquistando una parte del borgo si diventa proprietari anche delle parti e delle superfici comuni (edifici per attività collettive e terreno agricolo) che rimangono proprietà indivise (un po’ come la saletta delle riunioni in un condominio di città).
Successivamente quando il progetto sarà avviato nella pratica è possibile che il cohousing possa aprirsi anche a qualche nucleo che voglia entrare come affittuario. Cioè sarà possibile affittare qualche appartamento.

Dov’è?
qui il collegamento a Google Maps!
Il borgo si trova a 480 metri di altezza a Samoggia, a 4 km da Savigno, a 37 Km dal centro di Bologna (situato a Sud-Ovest rispetto alla città).

Descrizione:
Il borgo è composto, secondo l’agenzia immobiliare, da circa 2000 metri quadrati di edifici già esistenti e più di 20 ettari di terreno (il calcolo preciso delle estensioni sarà disponibile più avanti)
La parte più antica del borgo sembra che risalga al 1200, complessivamente è in buono stato di conservazione e gli appartamenti sono abitabili, ma senza impianto di riscaldamento.
La parte edificata è così composta:

  • n.3 case già suddivise in 8/9 grandi appartamenti (3/4 camere, sala e cucina)
  • n.2 costruzioni comprendenti ognuno 1 stalla e 1 fienile (una costruzione ristrutturata ed una in buono stato di conservazione)
  • n.3 antichi fabbricati da ristrutturare: forno doppio, casetta indipendente (detta ufficio del podestà), fabbricato indipendente (ora parzialmente usato come magazzino)
  • n.1 chiesa antica, che ultimamente ha avuto un cedimento e che è da risistemare

Le costruzioni sono disposte in maniera lineare sulla crinale della collina a 4 esposte con le facciate maggiori a Sud.
I terreni (per la maggior parte seminativo) hanno una inclinazione variabile e sono esposti prevalentemente a Sud.

Il progetto Cohousing Borgo Samoggia:

Questo cohousing ha un progetto particolare, che lo differenzia da altri.
Nasce non solo per soddisfare una esigenza abitativa, ma anche per chi vuole esercitare in questo luogo la sua attività professionale, non solo l’abitare, ma anche il lavoro… una dimensione di vita completa.
Ovviamente questa non è una scelta obbligata, ma è necessario che diverse persone mettano la loro energia in questo luogo che dispone di così tanto spazio e risorse, case e terreno.
Ad esempio Paigam ha scelto di diventare coltivatore diretto e di operare perchè le terre e le strutture possano costituire una fonte di sussistenza, ma altri conserveranno le loro occupazioni. Infatti sono bene accette tutte le modalità di collaborazione (a titolo professionale, a titolo “amatoriale”, sia a tempo pieno che part-time).

I progetti che proponiamo sono i seguenti:

  • coltivazione biologica di ortaggi
  • entrare nel circuito di vendita diretta dei prodotti biologici
  • trasformazione dei prodotti orto-frutticoli (produzione di confetture e salse)
  • sondare le possibilità di coltivare nuovi prodotti
  • trasformazione di alcuni locali (ad esempio un fienile e una stalla) in cucina/laboratorio e ristorante
  • ristrutturazione della chiesa per creare uno spazio opportuno per conferenze, seminari, corsi
  • entrare nel circuito di quelle associazioni che propongono corsi e incontri (es.: yoga, arti marziali, esercizi energetici, meditazione, cicloturisti) offrendo lo spazio per i momenti comunitari e il pranzo
  • proporre direttamente corsi legati o meno alla produzione/trasformazione di prodotti agricoli, aperti alla cittadinanza tutta e/o rivolti a particolari segmenti.
  • proporre momenti di incontro e di socializzazione aperti alla cittadinanza tutta e/o rivolti a particolari segmenti (ad esempio feste a tema con le scuole, momenti musicali e di ballo per giovani o per anziani, ecc)
  • sondare le possibilità di ristrutturare le altre costruzioni per ricavare stanze da letto per completare l’offerta agrituristica

Conclusioni:

La scelta di vivere in questo cohousing implica il desiderio e la disponibilità di allontanarsi dalla città, “decentrarsi” dalla città fisicamente, ma anche come punto di riferimento per il soddisfacimento di ogni nostro bisogno vitale. Questo non farà di noi degli eremiti! In fondo un paese dotato di ogni struttura essenziale è a soli 4 km e Bologna è ancora disponibile a meno di 40 km! Ma così come “eleggiamo” il nostro vicinato (si parla di cohousing come di “vicinato elettivo”), eleggiamo anche come luogo di vita un ambiente più pulito, meno inquinato e meno caotico, dove speriamo di poter avere dei bei contatti con la gente e con le istituzioni. Tra l’altro sembra che Savigno sia un comune particolarmente attivo e all’avanguardia in molti settori, ad esempio vi sono iniziative organizzate per la promozione delle colture biologiche…
La grande disponibilità di spazi di questo borgo potrà trasformarsi anche in una possibilità (e una sfida!) di sperimentare un grande cohousing (quasi come i nord-europei!), un luogo brulicante di vita e di proposte vitali, che unisce i pregi di una qualità diversa di abitare a quelli di una diversa qualità di lavorare… insomma una diversa qualità di vivere!
In sostanza si tratta di far rinascere a nuova vita un intero borgo medievale, adattandolo alle mutate condizioni ed esigenze delle persone che torneranno ad abitarlo di qui a qualche mese.
Ah, sì… non ve l’avevamo detto! Questo non è un progetto a lunga scadenza: grazie alle condizioni degli appartamenti, con una ristrutturazione contenuta in meno di sei mesi dal momento dell’acquisto contiamo di renderli pienamente abitabili, ma chi ha una certa adattabilità potrebbe entrarci in 15 giorni!

Ultima notizia (ultima di ordine, non di importanza!): Il prezzo ha subito recentemente un considerevole calo e ora l’investimento relativo all’acquisto iniziale è diventato decisamente sostenibile.

Per informazioni e visite sul posto:
scrivi a deva@paigam.it
telefona al 392 55 04 074

Presentazione della legge regionale sulla partecipazione .  Cittadella del Baluardo Modena

Sabato mattina ho partecipato al convegno “La partecipazione tra democrazia rappresentativa

e democrazia partecipativa”. Locandina 5 marzo Baluardo

Orgnanizzato da Lega Ambiente Modena e dai Comitati di Quartiere Villaggio Giardini e Sacca.

L’argomento centrale  del convegno  è stato la L.R. 3/2009 sulla partecipazione. E’ importante  ricordare che, la partecipazione e la riqualificazione urbana, sono i principi fondamentali del cohousing e housing sociale. Ritengo pertanto che, una legge che ne riconosca la funzione centrale sia fondamentale.

Cos’è la partecipazione? L.R. 3/2009

“Una discussione organizzata, su un progetto futuro o su una norma futura, che mette in comunicazione cittadini e istitutzioni, con le rispettive posizioni, interessi e bisogni; lo scopo di questa discussione è di giungere tramite mediazione o negoziazione ad un accordo”.

Cos’è la riqualificazione urbana? L.R. 19/1998

Salvaguardiamo il territorio quella poca appartenza che ci è rimasta. L’urbanistica deve divenire una cultura dei luoghi, un’immagine a cui si congiunge il senso vissuto di una appartenenza e di una storia.

Non entro ulterirmento nello specifico delle leggi, ma ritengo fondamentale analizzare quanto citato sopra.

Finalmente due punti fondamentali sull’”uso” del nostro territorio si incontrano a distanza di 11 anni. Gli Enti pubblici si aprono alla partecipazione dei cittadini, ai vari progetti urbanistici che, se realizzati, modificheranno l’assetto del territorio circostante, l’utilizzo del territorio e i rapporti sociali dei cittadini stessi. Quanto appena detto è sicuramente importante e innovativo, ma ancora più importante è che, anche i cittadini, riuniti in associazioni, comitati, possono proporre un loro progetto di riqualificazione di territorio. Il cittadino è finalmente parte attiva, anche se le decisioni finali saranno del comitato di  giunta, ma saranno decisioni PARTECIPATE e in parte, se accettati i progetti saranno finanziati.

Con i progetti di urbanizzazione del territorio partecipati, spero che si possano scardinare quella modalità di pensare, che negli anni ha appiattito la nostra socialità:

DAD decido annuncio difendo

NIMBY not in my backyard (non nel mio giardino)

NIMO not in my office (non nel mio posto di lavoro)

modi di dire  chiusi agli altri, mutuati dall’inglese, i quali operano con la partecipazione da venti anni.

Mi auguro che con questa legge si possa scardinare il senso di delegittimazione del parere del cittadino e che tutti insieme possiamo partecipare al ciclo di vita di un percorso progettuale. Ricordiamoci però un punto fondamentale, nelle assamblee pubbliche partecipate, l’importante non è presenziare ma partecipare.

www.partecipazione.comune.re.it

Lega Ambiente  Circolo di Modena, con la partecipazione dei Comitati di Quartiere Villaggio Giardini e Sacca, organizza il convegno:

La progettazione tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa

 

Sabato 5 marzo 2011 dalle ore 10.00 alle ore 13.30 – Baluardo della Cittadella

Locandina 5 marzo Baluardo

 

Prendiamo, chiaramente, spunto dal titolo della famosa trasmissione di Rai tre.

Manifastiamo la possibilità di realizzare un’abitazione in cohousing alle porte di Modena, ma nel contempo immersa nel verde. Stiamo studiando, insieme ai cohouser interessati, le soluzioni abitative private e gli spazi di socializzazione comuni.

Stiamo stabilendo delle linee guida con il comune di Modena, che dovrà valutare e approvare il nostro progetto, ma soprattutto ribadire il valore aggiunto di realizzare abitazioni in cohousing. Tale valore aggiunto dovrà essere considerato dall’amministrazione pubblica, un miglioramento della qualità della vita, la nascita di una, seppur piccola rete sociale. Per tale motivo chiediamo, che gli spazi di socializzazione comuni non vengano monetizzati dalla Pubblica Amministrazione. Riteniamo che gli spazi di socializzazione siano importanti quanto,  una progettazione ecosotenibile, che, riconosciuta come fondamentale per la collettività viene, per le parti di risparmio energetico dedotta dalle tasse.

Stiamo inoltre, analizzando le forme giuridiche, fondamentali per la realizzazione del nostro progetto. Cooperativa? Stiamo valutando la modalità migliore per il gruppo d’acquisto che si sta formando.

Parlo di risparmio economico di forme giuridiche, perchè il cohousing è anche questo, trovare le modalità corrette per realizzarlo, significa difendere il significato essenziale di socialità e di vicinato elettivo. Significa creare le basi perchè, esso possa svilupparsi e crescere all’interno della nostra società e scardinare il nostro modo di vivere solitario.

Siamo certi che, con l’entusiasmo con cui stiamo portando avanti, questo primo progetto di “abitare in cohousing” a Modena,  si concretizzerà nei prossimi mesi. Vi aspettiamo.

“Modena in Cohousing”

Città o campagna?

Siamo a Modena, quindi in città, ma immersi nel verde

Spazi comuni

Il relax e la socializzazione

pdf sistemazione area

pdf fabbricato A

pdf fabbricato B PT

pdf fabbricato B P1°

pdf fabbricato C

superfici complessive

Riporto l’articolo pubblicato sul blog pratiche responsabili.it, sulla tavola rotonda che si è tenuta a Bologna il 16 dicembre 2010, all’interno del progetto Fare Casa. Nell’articolo viene citato l’intervento del Vicinato elettivo, sul cohousing e housing sociale a Modena.

HOUSING SOCIALE E COHOUSING PER UN NUOVO WELFARE DI RETE

Gabriele Brinchilin

A nord di Bologna, fra l’uscita 6 della tangenziale e il canale Navile, c’è un nucleo di 80 alloggi ad affitto calmierato, abitati da giovani coppie, anziani e disabili. Il complesso, denominato Hygeia, è stato progettato dalla Cooperativa edificatrice Dozza con l’obiettivo di favorire la socializzazione: aree verdi, percorsi pedonali e ciclabili, spazi comuni per il gioco, lo studio e il tempo libero. All’interno di Hygeia, il Consorzio di Cooperative sociali Epta ha aperto un micronido, ha attivato hope, un servizio di assistenza domiciliare ad adulti non autosufficienti e sta sperimentando una banca del tempo.

Il progetto di housing sociale di Hygeia è una delle esperienze illustrate nel convegno “Fare Casa”, organizzato il 16 dicembre scorso dal consorzio di cooperative sociali Sol.co Insieme. Durante l’incontro sono stati approfonditi vari “interventi di rete” che hanno coinvolto cittadini, pubblica amministrazione e terzo settore nella costruzione di nuovi modi di convivenza, improntati alla solidarietà.

L’associazione modenese vicinato elettivo, ad esempio, promuove il cohousing mediante progetti partecipati di abitazioni eco-sostenibili e con ampi spazi ad uso comune. L’associazione ha anche attivato il blog ecohousing per fare incontrare i futuri abitanti e la pubblica amministrazione.

A Bologna, nel quartiere Navile il Comune e l’ACER hanno predisposto laboratori di informatica e multimedialità per i cittadini extra-comunitari di seconda generazione, con l’obiettivo di renderli “tutor di scala” a supporto permanente dei coinquilini dei vari stabili.

In Veneto, associazioni e cooperative sociali hanno dato vita, in collaborazione con fondazioni bancarie e camere di commercio, ad AISA: un’agenzia di intermediazione sociale che aiuta lavoratori in mobilità, giovani coppie e immigrati ad inserirsi nella comunità locale, a ricercare l’abitazione, fornendo anche microprestiti e garanzie di accesso al mutuo. La qualità della vita parte anche dall’abitare: la speranza è che le esperienze descritte diventino un’alternativa sempre più diffusa alla solitudine ed ai conflitti di vicinato.

Cosa non dovrebbero fare le Amministrazioni Pubbliche, in un momento di crisi sociale come quello che stiamo vivendo? Alienare beni immobili di sua proprietà, a prezzi simbolici, a vantaggio di società private che realizzano esclusivamente speculazioni edilizie.

Con piacere pubblico l’articolo e il video dell’associazione Beaubart di Firenze, su un bell’esempio da non seguire.

Senza il Bene, non c’è Comune!

Come era prevedibile, il 13 dicembre (2010), l’asta di vendita dell’immobile comunale di via Conciatori, zona Santa Croce di Firenze, è stata aggiudicata per 1.912.000 euro.
L’immobile, che ha un volume complessivo di 1.646 mq, risulta quindi essere stato acquistato per una cifra di poco superiore ai 1.150 euro al mq da una srl.

E’ davvero inaccettabile che, mentre il Sindaco e la Giunta parlano di volumi zero e di recupero dell’esistente a proposito del Piano Strutturale, si decida di (s)vendere un patrimonio comunale, utilizzabile concretamente per dare risposta a importanti bisogni sociali.

Il * Progetto Conciatori *, il movimento formato da abitanti del quartiere e non, associazioni e realtà di base, è stato nettamente contrario alla vendita e si è presentato all’asta con una proposta di autorecupero e di riutilizzo pubblico dell’immobile, garantendo così la permanenza della proprietà al Comune di Firenze, da utilizzarsi per luoghi di aggregazione e per un uso sociale.
Fra i vari progetti, segnaliamo con piacere la proposto di recupero di una parte della volumetria, da utilizzarsi come “residenza pubblica” in cohousing, proposta dall’Associazione Cohousing in Toscana.

Nel video della conferenza stampa tenutasi nei locali autorecuperati dell’immobile il 23 novembre scorso, presenta il progetto di cohousing Lucia Evangelisti, dell’Associazione.
(il video è stato curato dall’Associazione culturale Beaubart di Firenze)

Condividere il cuore

Il 16 dicembre 2010 dalle ore 16.30 alle 18.30, si terrà presso la Fondazione del Monte a Bologna – via Delle Donzelle 2 – la tavola rotonda ” Fare Casa buone prassi di Housing Sociale e Co-housing, a confronto tra l’abitativo ed un welfare di rete.

Programma dell’incontro.

Tavola Rotonda_Fare Casa

Ringrazio tutte le persone che si sono fermate a parlare con me di cohousing, sia quelle curiose che, quelle interessate a partecipare ai nostri progetti, in particolare al progetto di cohousing in città.

Ringrazio il comune di Modena per il gradito invito alla manifestazione, in particolare Cosetta Grillenzoni Settore Politiche economiche e Sport Ufficio Progetti Economici, per avere inserito “il vicinato elettivo” nella Mappa di Km zero, delle buone pratiche.

Palazzetto Molza

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