Stai sfogliando l'archivio mensile di febbraio 2012.

Pubblico con piacere la lettera di intenti di Veruska e della sua famiglia, su ciò che per loro rappresenta il cohousing che si può realizzare nel casolare di Nonantola.

“La casa è quel posto dove,
quando ci andate, vi accolgono sempre”.
 (D. Frost)

Il rustico risale al 1900 ed è ubicato in prossimità del bosco della Partecipanza e nell’area di riequilibrio ecologico del Torrazzuolo, questo fu il motivo per cui decidemmo di acquistarlo, l’idea era infatti quella di farne la nostra abitazione  (è così è stato per 5 anni), e di realizzare una parte da dedicare ad attività ricettivo/ricreative in collegamento con le risorse paesaggistiche adiacenti (parco della LIPU), purtroppo le risorse economiche necessarie non sono state sufficienti a contenere  cedimento strutturale e gli investimenti, anche in relazione alle nuove normative antisismiche e l’Inesvitabile decisione di abbatterLo, hanno fatto in modo che non solo non abbiamo potuto realizzare un centro polifunzionale, ma abbiamo anche dovuto cambiare residenza.

NON CI SIAMO ARRESI!
Perché Siamo sicuri che ci sono persone che aspettano di “innamorarsi” di questa Splendida Campagna come abbiamo fatto noi 8 anni fa quando decidemmo di diventare cittadini Nonantolani.

In che modo vogliamo trasformare il nostro sogno?

Il nostro progetto è quello  di creare una CASA eco-sostenibile che garantisca spazi privati (3 abitazioni) e spazi comuni e condivisi , non solo tra i cohousers ma con il territorio, uno spazio d’incontro in grado di ospitare  associazioni culturali, ricreative e sportive, ma anche privati che vogliano trascorrere una giornata immersi nella natura insieme ad “amici” per fare il pane, raccogliere i prodotti dell’orto per trascorrere sere d’estate in uno spazio silenzioso e immerso nella natura. riscoprendo i valori dello stare insieme in un incontro inter-generazionale assorbendo le peculiarità di ognuno per trasformarle in risorse.

E’ un obiettivo alto, in un periodo storico in cui la gente “non ha tempo”, ma è per noi l’unico futuro possibile perché crediamo che solo con la condivisione si possano trovare soluzioni creative ed efficaci .
Nello specifico intendiamo realizzare e reinventare da zero questa grande CASA, condividendo con gli altri cohousers la strutturazione degli spazi condivisi, affinché divengano, funzionali e fruibili nel tempo, evitando doppioni (es. tre lavanderie o tre cantine).
Gli spazi comuni devono prevedere:
1.     ampi locali (salone polifunzionale e cucina), in grado di accogliere non solo i momenti tra gli abitanti della casa, ma anche, come già detto, associazioni, corsi, laboratori in cui i fruitori si prendano cura degli spazi, e dei materiali a disposizione dando in cambio un contributo utile al sostentamento della CASA.
2.    locali di servizio, lavanderia, cantina
3.    orto,mini frutteto e area esterna con grande barbecue a disposizione di tutti e finalizzata al sostentamento della CASA, un bene comune dal quale tutti devono collaborare e tutti possono usufruire.

Detto questo, TUTTO potrà essere progettato (es. sala lettura, stanza per far musica, laboratorio di bricolage, ricovero attrezzi,deposito biciclette, etc) qualunque cosa i cohousers ritengano opportuno per la propria qualità della vita e per le finalità che ci proporremo.

NON TUTTI DEVONO SAPERE FARE TUTTO!

In un ottica di condivisione crediamo che mettere “in rete” autenticamente i propri saperi e le proprie esperienze, per quando differenti possano essere, sia l’unico modo per aiutare il progetto a crescere. Non occorre saper fare tutto, perché ognuno farà quello di cui è capace e lo farà nel miglior modo possibile, solo in questo modo il gruppo cresce, perché nel confronto con gli altri si può scoprire che anche abilità date per scontate possano trovare una “spendibilità” concreta per la CASA.

L’idea di comunità allargata, dove i partecipanti, si conoscono, si scelgono e si piacciano è già equivalente a posare il primo mattone di questa GRANDE AVVENTURA!

Ovviamente, non diamo per scontato che qualsiasi provento derivi dallo spazio e dalle risorse comuni, serva per essere reinventato e reinvestito per LA CASA (es. attrezzature, piante, manutenzione, etc.)  perché crediamo che la CASA debba essere una risorsa e non UNA TASSA!

Ogni cohousers sarà proprietario di un terzo della casa e delle aree esterne, ma si impegna a regolamentare l’utilizzo degli spazi comuni e delle aree esterne con una sorta di statuto, comune e condiviso che rimarrà tale anche in caso di vendita o affitto a terzi della propria quota; questo perché questo non è un progetto speculativo, ma condiviso, che parte da un presupposto di rispetto, ma anche di confini netti e imprescindibili,  dove vi è una responsabilità singola e collettiva di condivisione .

Un uomo percorre il mondo intero
in cerca di ciò che gli serve
e torna a casa per trovarlo.
(G.Moore)

Veruska, Davide, Alessandro, Gabriele, Leonardo

Veruska, suo marito Davide e i loro tre figli, stanno cercando di realizzare il loro sogno,  condividere un cohousing con altre due famiglie con figli.

Per realizzare il loro sogno, mettono a disposizione un casolare di loro proprietà, completamente da ristrutturare, dal quale si possono ricavare tre unità abitative, più gli spazi comuni. Veruska e la sua famiglia cercano persone con le quali costruire una comunità di intenti, alle quali piaccia vivere in campagne e la campagna, non rinunciando alle comodità di abitare a breve distanza dal centro di Nonantola, dove vi sono tutti i servizi essenziali (asili, scuole, palestre e luoghi per attività sportive e di ricreazione).

Le caratteristiche di ciò che già abbiamo e di ciò che vorremmo realizzare:

  • abbiamo un casolare di crca 600 mq con annessi 3000 mq di terreno agricolo;
  • abbiamo una famiglia entusiasta, tenace, con le idee chiare e la voglia di condivisione;
  • si possono realizzare tre abitazioni indipendenti di circa 100/110 mq ciascuna;
  • i restanti 200 mq vengono dedicati agli spazi condivisi;
  • il terreno esterno utilizzato in parte a giardino e in parte a orto, alla coltivazione di frutti e la possibilità di tenere degli animali da cortile.

In particolare parliamo di:

spazi condivisi – alcune idee sono già state espresse da Veruska, sulle attività da svolgere nello spazio condiviso, ma proprio perchè si chiama condiviso, l’utilizzo di tale spazio sarà deciso da tutti coloro che faranno parte del cohousing. In ogni caso l’idea generale sarebbe quella di creare in questo spazio un laboratorio dove svolgere attività didattiche che possono essere condivise con l’esterno (associazioni, circoli ecc.), una grande cucina dove preparare ottime cene per gli amici e dove possono essere confezionate, marmellate, conserve, torte, che potrebbero essere commercializzate con le opportune regole. Ovviamente saranno ricavati anche degli spazi a servizio delle abitazioni, come lavanderia comune, spazi gioco per i bambini.

risparmio energetico – particolare attenzione rivolgiamo a tutti gli accorgimenti tecnologici e di materiali che ci consentono di realizzare un edificio in classe energetica A.Valuteremo la possibilità di realizzare in particolare: impianto fotovoltaico e solare, geotermia, recupero dell’acqua piovana e dedicheremo particolare attenzione alla scelta dei materiali da costruzione, infissi esterni e finiture. L’obiettivo al quale vorremmo tendere sarebbe quello di realizzare un complesso abitativo completamente indipendente e svincolato dalla rete cittadina di gas ed elettricità, realizzando non solo un risparmio economico (niente bollette) ma anche l’opportunità di vendere il surplus di elettricità alla rete cittadina tramite il conto energia. Ricordiamo che gli incentivi e gli sgravi fiscali sono stati prorogati, pertanto per tutto ciò che verrà realizzato tenendo conto del risarmio energetico (impianti e materiali ecocompatibili) si potrà richiedere lo sgravio fiscale.

contesto ambientale – il casolare è situato a circa 4 km dal centro abitato ai confini con un bosco (riserva naturale della LIPU)

La casa in legno, su misura, non è più una stravaganza da pionieri del far west.

Negli ultimi anni, fortunatamente, l’attenzione verso questa tipologia costruttiva è cresciuta sensibilmente. Il legno è un materiale antico, ma anche nuovo, perchè offere la possibilità di innovazione e garantisce un’ottima resistenza sismica. Edifici costruiti interamente in legno resistono a simulazioni di terremoti, in particolare un edificio di sette piani rimane in piedi ed è perfettamente agibile dopo un terremoto del 7° grado della scala Richter.

La casa in legno soddisfa in pieno quattro punti fondamentali dell’architettura ecosostenibile che sono:

  • Benessere abitativo – salubrità e benessere nella tua casa in legno;
  • Risparmio energetico – efficienza energetica per un risparmio reale;
  • Alte prestazioni – la sicurezza di una casa antisismica;
  • Rispetto dell’ambiente – un gesto reale di sostenibilità.

Altro elemento da considerare: le case in legno hanno una notevole resistenza al fuoco, se costruite correttamente, garantiscono non solo la resistenza delle strutture anche ad incendi prolungati, ma soprattutto l’incolumità delle persone presenti negli ambienti circostanti le fiamme, in quanto la temperatura interna non subisce variazioni significative.

Altro fattore, importante da analizzare è il costo di una casa in legno. La casa in legno è costosa?

La qualità ha il suo prezzo, è ovvio, e questo indipendentemente dal tipo di struttura. Ciò che è importante sapere per le costruzioni in legno è che esse sono leggere, veloci asciutte e pulite. Un progetto preciso con un team interdisciplinare e un grado di prefabbricazione elevato riduce i costi di costruzione, evitando costose improvvisazioni durante la realizzazione della struttura grezza in cantiere.

Ci sono anche possibilità di risparmio, ad esempio nella realizzazione delle fondamenta. Queste, infatti, in una struttura in legno in virtù del suo ridotto peso specifico (1/6 rispetto a quello del calcestruzzo, ad esempio) possono essere realizzate più piccole e ciò si ripercuote anche molto positivamente in caso di una base di scarsa qualità, in pendenza o su più livelli e con ampliamenti (nel caso di costruzioni in legno solo rarissimamente si deve intervenire sulla struttura esistente).

Tuttavia per un calcolo preciso non si devono prendere in considerazione solo i costi di produzione. Infatti la costruzione in legno è particolarmente vantaggiosa grazie ai suoi ridotti costi di esercizio valutati nell’arco di più anni. Ricordatitevi tuttavia, di tenere conto dei costi fissi che ci sono, come la progettazione e gli oneri comunali.

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