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Per il progetto di Nonantola cerchiamo vicini, che abbiano voglia di condividere  un progetto di vita.

Di seguito pubblichiamo il progetto abitativo privato e gli spazi condivisi, da destinare a servizi comuni e/o sociali e quindi aperti al territorio.

La progettazione degli spazi privati e condivisi è aperta e partecipata, tuttavia dobbiamo tenere ben presente ciò che ci chiede il regolamento comunale di Nonantola. Elementi fondamentali della progettazione, oltre la condivisione e la partecipazione, sono: la sostenibilità e il risparmio energetico.

L’intervento prevede:

n. 3 unità abitative per complessivi 651,96 mq, che si sviluppano su due livelli. Gli appartamenti sono composti da un minimo di 125,00 mq commerciali ai 177,00 mq commerciali ai quali dovremo aggiungere la superficie degli spazi condivisi disuperficie complessiva 162,00 mq.

Le unità abitative sono composte da una zona giorno formata da cucina abitabile, servizio igienico, pranzo e soggiorno. Al piano superiore sono previste tre camere da letto e servizio igienico.

L’edificio verrà realizzato ex-novo con materiali ecosostenibili e utili a realizzare un edificio in classe A, pertanto prevediamo la coibentazione dell’involucro esterno e della copertura ventilata, infissi esterni  in grado di annullare la dispersione termica. Utilizziamo impianto aertermico, fotovoltaico, riscaldamento e raffrescamento a pavimento, impianto per recupero dell’acqua piovana, smaltimento delle acque reflue tramite la fitodepurazione. Il nostro obiettivo è la realizzazione di abitazioni che siano il più possibile autosufficienti e slegate dalla rete delle forniture pubbliche, con grande risparmio energetico ed economico (bollette meno care o inesitenti). In ultimo, non dimentichiamo i contributi statali, per gli impianti per la produzione di energie rinnovabili e il conto energia.

Spazi condivisi al piano terra, ancora in fase di definizione, attualmente connotati come: cucina in condivisione, zona lettura-relax, stanza giochi per i ragazzi, lavanderia  e sala polifunzionale, all’interno della quale si possono svolgere varie attività (spazio teatrale, laboratorio ecc.). Gli ambienti dedicati alla cucina condivisa e zona lettura relax possono essere adibite, qualora i cohousers decidessero di collaborare con le istituzioni pubbliche, a locali di soccorso e accoglienza per persone in difficoltà momentanea.

Lo spazio esterno, di circa 3000 mq, l’abbiamo pensato a proprietà indivisa (come gli spazi condivisi). Sarà così possibile  coltivare gli orti, allevare animali di piccola taglia e comunque utilizzare lo spazio verde attrezzandolo per lo svago e condivisione con gli amici.

Passiamo ora all’aspetto economico dell’intervento.

Unità immobiliare n. 1 – P1° cucina abitabile, servizio igienico, area pranzo e soggiorno

- P2° n. 3 camere, servizio igienico e studio.

- Superficie complessiva vendibile 163,00 mq

- Spazio verde indiviso.

Unità immobiliare n. 2 - PT cucina abitabile, pranzo, soggiorno, servizio igienico

- P1° n. 3 camere da letto, servizio igienico

- Superficie complessiva vendibile 125,00 mq

- Spazio verde indiviso

Unità immobiliare n. 3 - P1° cucina abitabile, servizio igienico, area pranzo e soggiorno

- P2° n. 3 camere, servizio igienico e studio.

- Superficie complessiva vendibile 160,00 mq

- Spazio verde indiviso.

Spazi condivisi – cucina comune, sala relax, stanza dei giochi bambini/ragazzi, sala polifunzionale e lavanderia.

Superficie complessiva 162,00 mq

Il prezzo per la realizzazione è sicuramente contenuto per raggiungere la classe A: entro i 2.000,00 €/mq.

Pubblichiamo con piacere il bell’articolo scritto sul quotidiano Prima Pagina dalla giornalista Sara Zuccoli, che ringraziamo per l’attenzione che ci ha dedicato.

Pubblico con piacere la lettera di intenti di Veruska e della sua famiglia, su ciò che per loro rappresenta il cohousing che si può realizzare nel casolare di Nonantola.

“La casa è quel posto dove,
quando ci andate, vi accolgono sempre”.
 (D. Frost)

Il rustico risale al 1900 ed è ubicato in prossimità del bosco della Partecipanza e nell’area di riequilibrio ecologico del Torrazzuolo, questo fu il motivo per cui decidemmo di acquistarlo, l’idea era infatti quella di farne la nostra abitazione  (è così è stato per 5 anni), e di realizzare una parte da dedicare ad attività ricettivo/ricreative in collegamento con le risorse paesaggistiche adiacenti (parco della LIPU), purtroppo le risorse economiche necessarie non sono state sufficienti a contenere  cedimento strutturale e gli investimenti, anche in relazione alle nuove normative antisismiche e l’Inesvitabile decisione di abbatterLo, hanno fatto in modo che non solo non abbiamo potuto realizzare un centro polifunzionale, ma abbiamo anche dovuto cambiare residenza.

NON CI SIAMO ARRESI!
Perché Siamo sicuri che ci sono persone che aspettano di “innamorarsi” di questa Splendida Campagna come abbiamo fatto noi 8 anni fa quando decidemmo di diventare cittadini Nonantolani.

In che modo vogliamo trasformare il nostro sogno?

Il nostro progetto è quello  di creare una CASA eco-sostenibile che garantisca spazi privati (3 abitazioni) e spazi comuni e condivisi , non solo tra i cohousers ma con il territorio, uno spazio d’incontro in grado di ospitare  associazioni culturali, ricreative e sportive, ma anche privati che vogliano trascorrere una giornata immersi nella natura insieme ad “amici” per fare il pane, raccogliere i prodotti dell’orto per trascorrere sere d’estate in uno spazio silenzioso e immerso nella natura. riscoprendo i valori dello stare insieme in un incontro inter-generazionale assorbendo le peculiarità di ognuno per trasformarle in risorse.

E’ un obiettivo alto, in un periodo storico in cui la gente “non ha tempo”, ma è per noi l’unico futuro possibile perché crediamo che solo con la condivisione si possano trovare soluzioni creative ed efficaci .
Nello specifico intendiamo realizzare e reinventare da zero questa grande CASA, condividendo con gli altri cohousers la strutturazione degli spazi condivisi, affinché divengano, funzionali e fruibili nel tempo, evitando doppioni (es. tre lavanderie o tre cantine).
Gli spazi comuni devono prevedere:
1.     ampi locali (salone polifunzionale e cucina), in grado di accogliere non solo i momenti tra gli abitanti della casa, ma anche, come già detto, associazioni, corsi, laboratori in cui i fruitori si prendano cura degli spazi, e dei materiali a disposizione dando in cambio un contributo utile al sostentamento della CASA.
2.    locali di servizio, lavanderia, cantina
3.    orto,mini frutteto e area esterna con grande barbecue a disposizione di tutti e finalizzata al sostentamento della CASA, un bene comune dal quale tutti devono collaborare e tutti possono usufruire.

Detto questo, TUTTO potrà essere progettato (es. sala lettura, stanza per far musica, laboratorio di bricolage, ricovero attrezzi,deposito biciclette, etc) qualunque cosa i cohousers ritengano opportuno per la propria qualità della vita e per le finalità che ci proporremo.

NON TUTTI DEVONO SAPERE FARE TUTTO!

In un ottica di condivisione crediamo che mettere “in rete” autenticamente i propri saperi e le proprie esperienze, per quando differenti possano essere, sia l’unico modo per aiutare il progetto a crescere. Non occorre saper fare tutto, perché ognuno farà quello di cui è capace e lo farà nel miglior modo possibile, solo in questo modo il gruppo cresce, perché nel confronto con gli altri si può scoprire che anche abilità date per scontate possano trovare una “spendibilità” concreta per la CASA.

L’idea di comunità allargata, dove i partecipanti, si conoscono, si scelgono e si piacciano è già equivalente a posare il primo mattone di questa GRANDE AVVENTURA!

Ovviamente, non diamo per scontato che qualsiasi provento derivi dallo spazio e dalle risorse comuni, serva per essere reinventato e reinvestito per LA CASA (es. attrezzature, piante, manutenzione, etc.)  perché crediamo che la CASA debba essere una risorsa e non UNA TASSA!

Ogni cohousers sarà proprietario di un terzo della casa e delle aree esterne, ma si impegna a regolamentare l’utilizzo degli spazi comuni e delle aree esterne con una sorta di statuto, comune e condiviso che rimarrà tale anche in caso di vendita o affitto a terzi della propria quota; questo perché questo non è un progetto speculativo, ma condiviso, che parte da un presupposto di rispetto, ma anche di confini netti e imprescindibili,  dove vi è una responsabilità singola e collettiva di condivisione .

Un uomo percorre il mondo intero
in cerca di ciò che gli serve
e torna a casa per trovarlo.
(G.Moore)

Veruska, Davide, Alessandro, Gabriele, Leonardo

Veruska, suo marito Davide e i loro tre figli, stanno cercando di realizzare il loro sogno,  condividere un cohousing con altre due famiglie con figli.

Per realizzare il loro sogno, mettono a disposizione un casolare di loro proprietà, completamente da ristrutturare, dal quale si possono ricavare tre unità abitative, più gli spazi comuni. Veruska e la sua famiglia cercano persone con le quali costruire una comunità di intenti, alle quali piaccia vivere in campagne e la campagna, non rinunciando alle comodità di abitare a breve distanza dal centro di Nonantola, dove vi sono tutti i servizi essenziali (asili, scuole, palestre e luoghi per attività sportive e di ricreazione).

Le caratteristiche di ciò che già abbiamo e di ciò che vorremmo realizzare:

  • abbiamo un casolare di crca 600 mq con annessi 3000 mq di terreno agricolo;
  • abbiamo una famiglia entusiasta, tenace, con le idee chiare e la voglia di condivisione;
  • si possono realizzare tre abitazioni indipendenti di circa 100/110 mq ciascuna;
  • i restanti 200 mq vengono dedicati agli spazi condivisi;
  • il terreno esterno utilizzato in parte a giardino e in parte a orto, alla coltivazione di frutti e la possibilità di tenere degli animali da cortile.

In particolare parliamo di:

spazi condivisi – alcune idee sono già state espresse da Veruska, sulle attività da svolgere nello spazio condiviso, ma proprio perchè si chiama condiviso, l’utilizzo di tale spazio sarà deciso da tutti coloro che faranno parte del cohousing. In ogni caso l’idea generale sarebbe quella di creare in questo spazio un laboratorio dove svolgere attività didattiche che possono essere condivise con l’esterno (associazioni, circoli ecc.), una grande cucina dove preparare ottime cene per gli amici e dove possono essere confezionate, marmellate, conserve, torte, che potrebbero essere commercializzate con le opportune regole. Ovviamente saranno ricavati anche degli spazi a servizio delle abitazioni, come lavanderia comune, spazi gioco per i bambini.

risparmio energetico – particolare attenzione rivolgiamo a tutti gli accorgimenti tecnologici e di materiali che ci consentono di realizzare un edificio in classe energetica A.Valuteremo la possibilità di realizzare in particolare: impianto fotovoltaico e solare, geotermia, recupero dell’acqua piovana e dedicheremo particolare attenzione alla scelta dei materiali da costruzione, infissi esterni e finiture. L’obiettivo al quale vorremmo tendere sarebbe quello di realizzare un complesso abitativo completamente indipendente e svincolato dalla rete cittadina di gas ed elettricità, realizzando non solo un risparmio economico (niente bollette) ma anche l’opportunità di vendere il surplus di elettricità alla rete cittadina tramite il conto energia. Ricordiamo che gli incentivi e gli sgravi fiscali sono stati prorogati, pertanto per tutto ciò che verrà realizzato tenendo conto del risarmio energetico (impianti e materiali ecocompatibili) si potrà richiedere lo sgravio fiscale.

contesto ambientale – il casolare è situato a circa 4 km dal centro abitato ai confini con un bosco (riserva naturale della LIPU)

La casa in legno, su misura, non è più una stravaganza da pionieri del far west.

Negli ultimi anni, fortunatamente, l’attenzione verso questa tipologia costruttiva è cresciuta sensibilmente. Il legno è un materiale antico, ma anche nuovo, perchè offere la possibilità di innovazione e garantisce un’ottima resistenza sismica. Edifici costruiti interamente in legno resistono a simulazioni di terremoti, in particolare un edificio di sette piani rimane in piedi ed è perfettamente agibile dopo un terremoto del 7° grado della scala Richter.

La casa in legno soddisfa in pieno quattro punti fondamentali dell’architettura ecosostenibile che sono:

  • Benessere abitativo – salubrità e benessere nella tua casa in legno;
  • Risparmio energetico – efficienza energetica per un risparmio reale;
  • Alte prestazioni – la sicurezza di una casa antisismica;
  • Rispetto dell’ambiente – un gesto reale di sostenibilità.

Altro elemento da considerare: le case in legno hanno una notevole resistenza al fuoco, se costruite correttamente, garantiscono non solo la resistenza delle strutture anche ad incendi prolungati, ma soprattutto l’incolumità delle persone presenti negli ambienti circostanti le fiamme, in quanto la temperatura interna non subisce variazioni significative.

Altro fattore, importante da analizzare è il costo di una casa in legno. La casa in legno è costosa?

La qualità ha il suo prezzo, è ovvio, e questo indipendentemente dal tipo di struttura. Ciò che è importante sapere per le costruzioni in legno è che esse sono leggere, veloci asciutte e pulite. Un progetto preciso con un team interdisciplinare e un grado di prefabbricazione elevato riduce i costi di costruzione, evitando costose improvvisazioni durante la realizzazione della struttura grezza in cantiere.

Ci sono anche possibilità di risparmio, ad esempio nella realizzazione delle fondamenta. Queste, infatti, in una struttura in legno in virtù del suo ridotto peso specifico (1/6 rispetto a quello del calcestruzzo, ad esempio) possono essere realizzate più piccole e ciò si ripercuote anche molto positivamente in caso di una base di scarsa qualità, in pendenza o su più livelli e con ampliamenti (nel caso di costruzioni in legno solo rarissimamente si deve intervenire sulla struttura esistente).

Tuttavia per un calcolo preciso non si devono prendere in considerazione solo i costi di produzione. Infatti la costruzione in legno è particolarmente vantaggiosa grazie ai suoi ridotti costi di esercizio valutati nell’arco di più anni. Ricordatitevi tuttavia, di tenere conto dei costi fissi che ci sono, come la progettazione e gli oneri comunali.

Fiera di Cento – Corso Guercino – Centro storico 

Dal 7 settembre all’11 settembre, siamo lieti di presentare e sostenere “il residence del futuro” in collaborazione con l’impresa artefice della sua realizzazione. Per noi è importante mettere in risalto quelle imprese che credono nel cambiamento, nell’etica del mercato e nella necessità di costruire ecosostenibile. Un’impresa giovane fondata da giovani, che operano nel territorio ferrarese, e vogliono farsi conoscere per il loro modo innovativo di costruire e di proporre alle persone interessate i loro interventi.

Riteniamo sia importante sostenere chi, con fatica, cerca di operare in modo innovativo ed eticamente corretto, nel settore dell’edilizia. Venite a trovarci allo stand 79 di fronte al Castello della Rocca e vi accoglieremo con lo stesso entusiasmo con cui realizziamo i nostri interventi.

Chi troverete?

Michele Ciao, fondatore dell’impresa di costruzioni F.lli Ciao Costruzioni s.r.l. di Renazzo.

Claudia Fortunato, architetto.

Pianta generale_Campionaria Cento 2011 (4)

Il Residence nel futuro a Renazzo di Cento (FE)


View Larger Map

……….continua la nostra ricerca del benessere abitativo, costruendo nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Stiamo realizzando un nuovo intervento, nella provincia di Ferrara, secondo i canoni dell’architettura ecosostenibile a basso consumo energetico. Con questi principi stiamo realizzando il “Residence del futuro”, utilizzando materiali biocompatibili e le tecnologie del risparmio energetico.

Risparmiamo utilizzando il calore del  sole  - fotovoltaico  - 

utilizziamo il calore della terra – geotermia - 

domotica, ventilazione meccanica controllata, deumidificazione integrata, certificazione Casa Clima – Classe A e contributi statali GSE (contoenergia) http://www.gse.it/GSE%20Informa/Documents/Conto%20Energia%202010.pdf

Desidero sottolineare, con la presentazione di questo intervento che, in una difficile situazione di mercato quale quella attuale spesso una società immobiliare è portata a cercare di battere la concorrenza sul piano dei prezzi offrendo soluzioni economicamente sempre più competitive, ma inevitabilmente più povere sul piano sostenibile e qualitativo. Tale atteggiamento risulta spesso controproducente poiché può produrre come effetto immediato una contrazione dei margini coinvolgendo tutto il settore in una spirale negativa di continua riduzione dei prezzi e quindi di qualità dell’offerta. La nostra sfida, è contenere certamente i prezzi, mantenendo alta la sostenibilità ambientale dei nostri interventi.

Per questo motivo cerchiamo di usare nel migliore dei modi le tecnologie che ci permettono di usufruire degli elementi naturali, riducendo al minimo l’impatto economico e ambientale dell’abitazione finita, evitando così di immettere CO2 nell’ambiente.

Ricordo infine che il punto di forza di questo intervento, è totalmente indipendente dalle reti pubbliche (NO GAS) e produce energia da immettere nella rete cittadina (fotovoltaico e conto energia) con conseguente vantaggio economico degli abitanti del complesso residenziale.

Se siete interessati ad un ambiente sostenibile anche economicamente, contattateci vi daremo tutte le informazioni e vi porteremo a fare un sopralluogo per “toccare con mano” ciò che stiamo realizzando.

Panoramica delle soluzioni abitative:

Tipologia Terra Cielo s.u. 165,00 mq


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Tipologia duplex 135,00 mq       

Tipologia monolocale s.u. 62,00 mq

Due amici di Bologna e futuri cohousers, ci hanno chiesto di collaborare con loro e dare spazio e visibilità al loro progetto di cohousing. Siamo ben lieti di collaborare e dare spazio ad iniziative così interessanti, che offrono oltre ad una soluzione abitativa condivisa, anche un luogo dove si può scegliere di creare un’attivita professionale.

Pubblichiamo di seguito la descrizione del progetto di cohousing scritta da Pigam e Cinzia.

Cari amici e care amiche cohousers,
siamo lieti di comunicarvi lo stato di avanzamento del nuovo progetto di cohousing Borgo Samoggia!

Innanzitutto chi siamo:
Lavanya Cinzia Rossi e Paigam S. Donini (con relativa prole) e Lorenzo Saredo.

Adesioni:
Il gruppo fondatore sopra descritto è aperto alla partecipazione di altri 3 (tre) nuclei al massimo (per ora… leggi il seguito!)
Le persone/i nuclei che vogliono aderire in questo momento partecipano finanziariamente in proporzione alle loro possibilità acquistando una parte del borgo (che potrebbe anche essere solamente il loro appartamento).
Aderendo al cohousing e acquistando una parte del borgo si diventa proprietari anche delle parti e delle superfici comuni (edifici per attività collettive e terreno agricolo) che rimangono proprietà indivise (un po’ come la saletta delle riunioni in un condominio di città).
Successivamente quando il progetto sarà avviato nella pratica è possibile che il cohousing possa aprirsi anche a qualche nucleo che voglia entrare come affittuario. Cioè sarà possibile affittare qualche appartamento.

Dov’è?
qui il collegamento a Google Maps!
Il borgo si trova a 480 metri di altezza a Samoggia, a 4 km da Savigno, a 37 Km dal centro di Bologna (situato a Sud-Ovest rispetto alla città).

Descrizione:
Il borgo è composto, secondo l’agenzia immobiliare, da circa 2000 metri quadrati di edifici già esistenti e più di 20 ettari di terreno (il calcolo preciso delle estensioni sarà disponibile più avanti)
La parte più antica del borgo sembra che risalga al 1200, complessivamente è in buono stato di conservazione e gli appartamenti sono abitabili, ma senza impianto di riscaldamento.
La parte edificata è così composta:

  • n.3 case già suddivise in 8/9 grandi appartamenti (3/4 camere, sala e cucina)
  • n.2 costruzioni comprendenti ognuno 1 stalla e 1 fienile (una costruzione ristrutturata ed una in buono stato di conservazione)
  • n.3 antichi fabbricati da ristrutturare: forno doppio, casetta indipendente (detta ufficio del podestà), fabbricato indipendente (ora parzialmente usato come magazzino)
  • n.1 chiesa antica, che ultimamente ha avuto un cedimento e che è da risistemare

Le costruzioni sono disposte in maniera lineare sulla crinale della collina a 4 esposte con le facciate maggiori a Sud.
I terreni (per la maggior parte seminativo) hanno una inclinazione variabile e sono esposti prevalentemente a Sud.

Il progetto Cohousing Borgo Samoggia:

Questo cohousing ha un progetto particolare, che lo differenzia da altri.
Nasce non solo per soddisfare una esigenza abitativa, ma anche per chi vuole esercitare in questo luogo la sua attività professionale, non solo l’abitare, ma anche il lavoro… una dimensione di vita completa.
Ovviamente questa non è una scelta obbligata, ma è necessario che diverse persone mettano la loro energia in questo luogo che dispone di così tanto spazio e risorse, case e terreno.
Ad esempio Paigam ha scelto di diventare coltivatore diretto e di operare perchè le terre e le strutture possano costituire una fonte di sussistenza, ma altri conserveranno le loro occupazioni. Infatti sono bene accette tutte le modalità di collaborazione (a titolo professionale, a titolo “amatoriale”, sia a tempo pieno che part-time).

I progetti che proponiamo sono i seguenti:

  • coltivazione biologica di ortaggi
  • entrare nel circuito di vendita diretta dei prodotti biologici
  • trasformazione dei prodotti orto-frutticoli (produzione di confetture e salse)
  • sondare le possibilità di coltivare nuovi prodotti
  • trasformazione di alcuni locali (ad esempio un fienile e una stalla) in cucina/laboratorio e ristorante
  • ristrutturazione della chiesa per creare uno spazio opportuno per conferenze, seminari, corsi
  • entrare nel circuito di quelle associazioni che propongono corsi e incontri (es.: yoga, arti marziali, esercizi energetici, meditazione, cicloturisti) offrendo lo spazio per i momenti comunitari e il pranzo
  • proporre direttamente corsi legati o meno alla produzione/trasformazione di prodotti agricoli, aperti alla cittadinanza tutta e/o rivolti a particolari segmenti.
  • proporre momenti di incontro e di socializzazione aperti alla cittadinanza tutta e/o rivolti a particolari segmenti (ad esempio feste a tema con le scuole, momenti musicali e di ballo per giovani o per anziani, ecc)
  • sondare le possibilità di ristrutturare le altre costruzioni per ricavare stanze da letto per completare l’offerta agrituristica

Conclusioni:

La scelta di vivere in questo cohousing implica il desiderio e la disponibilità di allontanarsi dalla città, “decentrarsi” dalla città fisicamente, ma anche come punto di riferimento per il soddisfacimento di ogni nostro bisogno vitale. Questo non farà di noi degli eremiti! In fondo un paese dotato di ogni struttura essenziale è a soli 4 km e Bologna è ancora disponibile a meno di 40 km! Ma così come “eleggiamo” il nostro vicinato (si parla di cohousing come di “vicinato elettivo”), eleggiamo anche come luogo di vita un ambiente più pulito, meno inquinato e meno caotico, dove speriamo di poter avere dei bei contatti con la gente e con le istituzioni. Tra l’altro sembra che Savigno sia un comune particolarmente attivo e all’avanguardia in molti settori, ad esempio vi sono iniziative organizzate per la promozione delle colture biologiche…
La grande disponibilità di spazi di questo borgo potrà trasformarsi anche in una possibilità (e una sfida!) di sperimentare un grande cohousing (quasi come i nord-europei!), un luogo brulicante di vita e di proposte vitali, che unisce i pregi di una qualità diversa di abitare a quelli di una diversa qualità di lavorare… insomma una diversa qualità di vivere!
In sostanza si tratta di far rinascere a nuova vita un intero borgo medievale, adattandolo alle mutate condizioni ed esigenze delle persone che torneranno ad abitarlo di qui a qualche mese.
Ah, sì… non ve l’avevamo detto! Questo non è un progetto a lunga scadenza: grazie alle condizioni degli appartamenti, con una ristrutturazione contenuta in meno di sei mesi dal momento dell’acquisto contiamo di renderli pienamente abitabili, ma chi ha una certa adattabilità potrebbe entrarci in 15 giorni!

Ultima notizia (ultima di ordine, non di importanza!): Il prezzo ha subito recentemente un considerevole calo e ora l’investimento relativo all’acquisto iniziale è diventato decisamente sostenibile.

Per informazioni e visite sul posto:
scrivi a deva@paigam.it
telefona al 392 55 04 074

Presentazione della legge regionale sulla partecipazione .  Cittadella del Baluardo Modena

Sabato mattina ho partecipato al convegno “La partecipazione tra democrazia rappresentativa

e democrazia partecipativa”. Locandina 5 marzo Baluardo

Orgnanizzato da Lega Ambiente Modena e dai Comitati di Quartiere Villaggio Giardini e Sacca.

L’argomento centrale  del convegno  è stato la L.R. 3/2009 sulla partecipazione. E’ importante  ricordare che, la partecipazione e la riqualificazione urbana, sono i principi fondamentali del cohousing e housing sociale. Ritengo pertanto che, una legge che ne riconosca la funzione centrale sia fondamentale.

Cos’è la partecipazione? L.R. 3/2009

“Una discussione organizzata, su un progetto futuro o su una norma futura, che mette in comunicazione cittadini e istitutzioni, con le rispettive posizioni, interessi e bisogni; lo scopo di questa discussione è di giungere tramite mediazione o negoziazione ad un accordo”.

Cos’è la riqualificazione urbana? L.R. 19/1998

Salvaguardiamo il territorio quella poca appartenza che ci è rimasta. L’urbanistica deve divenire una cultura dei luoghi, un’immagine a cui si congiunge il senso vissuto di una appartenenza e di una storia.

Non entro ulterirmento nello specifico delle leggi, ma ritengo fondamentale analizzare quanto citato sopra.

Finalmente due punti fondamentali sull’”uso” del nostro territorio si incontrano a distanza di 11 anni. Gli Enti pubblici si aprono alla partecipazione dei cittadini, ai vari progetti urbanistici che, se realizzati, modificheranno l’assetto del territorio circostante, l’utilizzo del territorio e i rapporti sociali dei cittadini stessi. Quanto appena detto è sicuramente importante e innovativo, ma ancora più importante è che, anche i cittadini, riuniti in associazioni, comitati, possono proporre un loro progetto di riqualificazione di territorio. Il cittadino è finalmente parte attiva, anche se le decisioni finali saranno del comitato di  giunta, ma saranno decisioni PARTECIPATE e in parte, se accettati i progetti saranno finanziati.

Con i progetti di urbanizzazione del territorio partecipati, spero che si possano scardinare quella modalità di pensare, che negli anni ha appiattito la nostra socialità:

DAD decido annuncio difendo

NIMBY not in my backyard (non nel mio giardino)

NIMO not in my office (non nel mio posto di lavoro)

modi di dire  chiusi agli altri, mutuati dall’inglese, i quali operano con la partecipazione da venti anni.

Mi auguro che con questa legge si possa scardinare il senso di delegittimazione del parere del cittadino e che tutti insieme possiamo partecipare al ciclo di vita di un percorso progettuale. Ricordiamoci però un punto fondamentale, nelle assamblee pubbliche partecipate, l’importante non è presenziare ma partecipare.

www.partecipazione.comune.re.it

Lega Ambiente  Circolo di Modena, con la partecipazione dei Comitati di Quartiere Villaggio Giardini e Sacca, organizza il convegno:

La progettazione tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa

 

Sabato 5 marzo 2011 dalle ore 10.00 alle ore 13.30 – Baluardo della Cittadella

Locandina 5 marzo Baluardo

 

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