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Prendiamo, chiaramente, spunto dal titolo della famosa trasmissione di Rai tre.

Manifastiamo la possibilità di realizzare un’abitazione in cohousing alle porte di Modena, ma nel contempo immersa nel verde. Stiamo studiando, insieme ai cohouser interessati, le soluzioni abitative private e gli spazi di socializzazione comuni.

Stiamo stabilendo delle linee guida con il comune di Modena, che dovrà valutare e approvare il nostro progetto, ma soprattutto ribadire il valore aggiunto di realizzare abitazioni in cohousing. Tale valore aggiunto dovrà essere considerato dall’amministrazione pubblica, un miglioramento della qualità della vita, la nascita di una, seppur piccola rete sociale. Per tale motivo chiediamo, che gli spazi di socializzazione comuni non vengano monetizzati dalla Pubblica Amministrazione. Riteniamo che gli spazi di socializzazione siano importanti quanto,  una progettazione ecosotenibile, che, riconosciuta come fondamentale per la collettività viene, per le parti di risparmio energetico dedotta dalle tasse.

Stiamo inoltre, analizzando le forme giuridiche, fondamentali per la realizzazione del nostro progetto. Cooperativa? Stiamo valutando la modalità migliore per il gruppo d’acquisto che si sta formando.

Parlo di risparmio economico di forme giuridiche, perchè il cohousing è anche questo, trovare le modalità corrette per realizzarlo, significa difendere il significato essenziale di socialità e di vicinato elettivo. Significa creare le basi perchè, esso possa svilupparsi e crescere all’interno della nostra società e scardinare il nostro modo di vivere solitario.

Siamo certi che, con l’entusiasmo con cui stiamo portando avanti, questo primo progetto di “abitare in cohousing” a Modena,  si concretizzerà nei prossimi mesi. Vi aspettiamo.

“Modena in Cohousing”

Città o campagna?

Siamo a Modena, quindi in città, ma immersi nel verde

Spazi comuni

Il relax e la socializzazione

pdf sistemazione area

pdf fabbricato A

pdf fabbricato B PT

pdf fabbricato B P1°

pdf fabbricato C

superfici complessive

Condividere il cuore

Il 16 dicembre 2010 dalle ore 16.30 alle 18.30, si terrà presso la Fondazione del Monte a Bologna – via Delle Donzelle 2 – la tavola rotonda ” Fare Casa buone prassi di Housing Sociale e Co-housing, a confronto tra l’abitativo ed un welfare di rete.

Programma dell’incontro.

Tavola Rotonda_Fare Casa

Laboratorio educazione ambientale – Marzaglia Nuova

La manifestazone che si è svolta il 17 giugno u.s., dal titolo Modena KM Zero, oltre a favorire l’incontro tra tante realtà diverse che operano nel settore del riuso, riciclo di materiali, produzione di prodotti biocompatibili e comunità di cohousing, ha avuto il merito di farci conoscere e comunicare fra di noi. Insieme abbiamo analizzato perchè scegliere di operare con criteri ecosostenibili è ancora percepita come un’operazione di nicchia. Quali sono le criticità?

Principalmente la mancanza di divulgazione verso l’esterno, cioè verso la maggioranza delle persone che “utilizzano” l’economia di mercato e non conoscono “l’altra economia” e la mancanza di comunicazione e conoscenza interna, non eravamo consapevoli dell’esistenza di tante realtà operative sul territorio. La reciproca conoscenza ci darà in futuro la possibilità di creare una rete, che porterà: condivisione di contatti, comunicazione, informazione, innovazione, concretezza per cercare di produrre un cambiamento del mercato economico. (Green economy)

Dal dibattito si è evidenziata, inoltre, la necessità di organizzare più incontri, invitando le persone che ancora non conoscono queste realtà e cercare, insieme a loro, di rafforzare la cultura della sostenibilità, così da offrire alle persone la competenza per potere scegliere consapevolmente un prodotto rispetto ad un altro, qualsiasi sia il prodotto, dallo shampoo alla casa.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che sono intervenuti all’evento del 17 giugno 2010 e in particolare il gruppo “acquisto sostenibile” del quale ha fatto parte:

Officina naturae: cosmetici e detergenti naturali  Rimini – http://www.officinanaturae.it/

Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena: GAS impianti fotovoltaici – http://www.aess-modena.it/

Cooperativa Itaca di Modena: esperienza di cohousing – http://www.sequencefilm.it/?p=272

Federconsumatori: esperienza sul consumo consapevole dell’acqua – www.federconsumatori-modena.it

Associazione consumatori Modena – http://www.sosconsumatori.it/

Negozio alla Spina: cosmetici e prodotti biocompatibili Modena

Regione Emilia Romagna: Vetrina Sviluppo Sostenibile – http://www.ermesambiente.it/

Zerorelativo: esperienze di baratto on line Pesaro – http://www.zerorelativo.it/

Ecoarca: cosmesi ecologica da residui di lavorazione alimentare Modena - http://www.iomiamo.it/

Il 17 giugno 2010 dalle ore 9.00 alle 14.00, si svolgerà, c/o Laboratorio Educazione Ambientale via Pomposiana 292, Marzaglia Nuova, nella sede della LEA – Laboratorio di Educazione Ambientale -  il laboratorio “Filiera corta e consumi non alimentari”. Partecipano gruppi di acquisto, negozi e mercati dell’usato di vendita e scambio, esperienze di recupero computer, di edilizia ecologica e di co-housing.

L’evento sarà a cura dell’Associazione dei consumatori con il patrocinio e sostegno dell’Assessorato alle politiche economiche del comune di Modena in collaborazione con Agenda 21 Assessorato all’ambiente comune di Modena.

Il vicinato elettivo, grazie all’invito dell’Associazione dei consumatori e di Agenda 21, interverrà all’evento, in particolare al laboratorio dedicato all’edilizia ecologica e housing sociale.

http://www.comune.modena.it/economia/conoscereproeco_filieracorta.php

Si è svolto in questo fine settimana, a Firenze, all’interno di Terra Futura, mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, un dibattito sull’abitare, tra modi diversi di abitare solidale. Condomini solidali, cohousing ed ecovillaggi. Modi di vivere che hanno in comune i valori dell’abitare solidale e dell’accoglienza.

Cohousing – Riporto la definizione del manifesto redatto dalla Rete Italiana per il Cohousing, nata a Firenze lo scorso 10 aprile.

“Il cohousing è una modalità residenziale costituita da unità abitative private, spazi e servizi comuni. Caratteristica principale è una progettazione e gestione partecipata, consapevole, solidale e sostenibile. Gli spazi e i servizi comuni, ove è possibile, sono aperti al territorio”.

A Terra Futura si è parlato di cohousing in termini di sostenibilità sociale e ambientale dell’abitare, una nuova risposta alla crisi sociale ed economica, sottolineando le ricadute positive, di tale scelta.

http://www.sostenibile.org/aContenuti/coHousing/coHousing.html

Nel condominio solidale ogni famiglia è autonoma, ma sa di potere contare sulla fiducia e sulla solidarietà degli altri. Una fiducia che si traduce concretamente anche nell’adozione di una cassa comune. Il desiderio di chi sceglie questa tipologia di abitare, è quello di essere una comunità accogliente, nella convinzione che il vero tesoro è la relazione con gli altri. http://acftoscana.wordpress.com

Gli ecovillaggi, “un frammento di utopia”. Elementi caratteristici del movimento degli ecovillaggi italiano sono la condivisione, metodo del consenso e l’autosufficienza. La Comune di Bagnaia è una delle esperienze storiche del movimento degli ecovillaggi italiano.

La Comune di Bagnaia nasce nel 1979, con l’idea di sperimentare nel quotidiano la condivisione delle risorse umane ed economiche e una vita di gruppo che preveda la comprensione, il rispetto reciproco e la collaborazione.

Per tenere in contatto le tante ed eterogenee realtà degli ecovillaggi, nasce nel 1996 l’organismo RIVE – rete italiana dei Villaggi Ecologici. Ad essa appartengono esperienze comunitarie differenti tra loro per orientamento filosofico e organizzativo, tutte comunque sono ispirate a un modello di vita rsponsabile e sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico, “intendendo per sostenibilità l’attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando le prospettive ambientali, presenti e delle future generazioni”. www.mappaecovillaggi.it


Si è tenuto ieri l’incontro sul cohousing, nelle sale di Villa Sorra a Castelfranco Emila.

L’intervento era incentrato sul cohousing e housing sociale. Come spesso succede ultimamente, l’argomento trattato suscita molto interesse e le domande che mi sono state rivolte, al termine dell’intervento da un bel gruppo di persone (in maggioranza donne) vertevano su come costituire un gruppo per la realizzazione di un progetto di vita in cohousing. Invito le persone che hanno espresso il loro interesse a scrivere su questo blog, così da  formare un gruppo con il quale ritrovarsi per un primo workshop, di conoscenza e di scambio.

Intervento sul cohousing e housing sociale:

Claudia Fortunato   – “il vicinato elettivo” – Modena

Massimo Giordano – “E’-ecohousing” – Bologna

I benefici più evidenti, legati essenzialmente al risparmio energetico ed all’abbattimento dei costi di realizzazione o di recupero dell’immobile, rappresentano il vero valore aggiunto del cohousing: indipendentemente dalla tipologia abitativa scelta e/o progettata, il numero più elevato di nuclei familiari consente di accedere a beni e servizi che per il singolo avrebbero costi troppo elevati e permettono contemporaneamente una riduzione degli sprechi e una ottimizzazione delle risorse energetiche e non.

Risparmio energetico

Il grado di attenzione alle tematiche ambientali (ad es., la riduzione delle emissioni in atmosfera di CO2, il limite allo sfruttamento delle risorse non rinnovabili) piuttosto che la sempre più pressante necessità di abbattere i costi legati all’utilizzo di fonti energetiche, trovano nel cohousing un efficace compimento nel cohousing.

Progettare e costruire, ma anche ristrutturare, con i principi dell’eco-sostenibilità significa rispetto per l’ambiente attraverso l’uso efficiente di materiali e tecniche rivolte ad ottenere il massimo beneficio energetico. Questo può essere ottenuto con l’utilizzo integrato delle fonti energetiche rinnovabili, come uso di pannelli solari termici e fotovoltaici, con una migliore coibentazione ed isolamento termico, con un sistema di riscaldamento a bassa temperatura di tipo radiante.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’opportunità, garantita dalla normativa vigente, di poter usufruire di sgravi fiscali sulla base del materiale e delle tecnologie eco-sostenibili impiegate della costruzione o nella ristrutturazione.

Socialità – housing sociale

Il mercato immobiliare negli ultimi 20 anni ha subito un generalizzato aumento dei prezzi, che a fronte di una crescita ridotta dei redditi familiari, ha generato problematiche abitative, più pressanti  nelle città e nelle aree metropolitane, ma anche nei piccoli comuni, rispetto alle quali gli strumenti della classica edilizia abitativa non danno risposte adeguate.

Anche la domanda di case si è trasformata, diventando più complessa e atipica (single, famiglie monogenitoriali, immigrati, ecc.), allargando l’emergenza casa a fasce della popolazione che fino a pochi anni fa non erano state toccate da questo disagio.

Il modello di coresidenza, ricco di soluzioni per recuperare ed ottimizzare sia gli spazi che i tempi, è la soluzione che permette di superare molte delle problematiche presenti sul mercato, e inoltre si propone come un sistema di ‘welfare attivo’, che trova un suo fondamento su una sorta di ‘destino comune’ capace di creare una rete di basato sul coinvolgimento delle persone.

Il cohousing è un’esperienza quotidiana di persone che hanno scelto di vivere insieme, come “vicinato elettivo” con servizi condivisi. Il cohousing è una forma di coabitazione nata negli anni ‘60 nei paesi scandinavi, che si è diffusa successivamente nel nord Europa. Il  cohousing unisce all’abitazione privata il vantaggio di avere servizi e spazi condivisi (spazi per la socialità o il ritrovo, micronidi, palestre, orti e giardini, laboratori, biblioteche, piscina, ecc.).

Un tipico progetto di cohousing è caratterizzato in insediamenti dalle 20 alle 40 unità abitative, ma se ne stanno realizzando anche con un numero di nuclei familiari minori (5 o 6 famiglie). Indipendentemente dal numero di partecipanti, ogni progetto di cohousing ha delle caratteristiche comuni che lo identificano come tale e lo rendono profondamente diverso da soluzioni apparentemente simili (cooperative edilizie, condomini, villette a schiera, ecc.). Queste caratteristiche possono essere schematizzate in:

vicinato elettivo: le persone si scelgono; scelgono di formare un gruppo con una visione dell’abitare e del vivere comune e condiviso;

progettazione partecipata: i futuri cohouser definiranno e progetteranno gli spazi comuni che vorranno condividere e gestire insieme;

gestione: i cohouser si amministrano direttamente e si occupano di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni;

sicurezza: il cohousing offre la garanzia di un ambiente sicuro, grazie alla socialità e alla collaborazione che è alla base di queste comunità;

spazi comuni: gli spazi progettati come comuni facilitano i rapporti di vicinato e aumentano il senso di appartenenza ad una comunità.

In sintesi, il cohousing permette di coniugare i benefici derivanti dalla condivisione di alcuni spazi, con la propria individualità, la privacy e l’indipendente gestione dei propri spazi e della propria vita.

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