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I benefici più evidenti, legati essenzialmente al risparmio energetico ed all’abbattimento dei costi di realizzazione o di recupero dell’immobile, rappresentano il vero valore aggiunto del cohousing: indipendentemente dalla tipologia abitativa scelta e/o progettata, il numero più elevato di nuclei familiari consente di accedere a beni e servizi che per il singolo avrebbero costi troppo elevati e permettono contemporaneamente una riduzione degli sprechi e una ottimizzazione delle risorse energetiche e non.
Risparmio energetico
Il grado di attenzione alle tematiche ambientali (ad es., la riduzione delle emissioni in atmosfera di CO2, il limite allo sfruttamento delle risorse non rinnovabili) piuttosto che la sempre più pressante necessità di abbattere i costi legati all’utilizzo di fonti energetiche, trovano nel cohousing un efficace compimento nel cohousing.
Progettare e costruire, ma anche ristrutturare, con i principi dell’eco-sostenibilità significa rispetto per l’ambiente attraverso l’uso efficiente di materiali e tecniche rivolte ad ottenere il massimo beneficio energetico. Questo può essere ottenuto con l’utilizzo integrato delle fonti energetiche rinnovabili, come uso di pannelli solari termici e fotovoltaici, con una migliore coibentazione ed isolamento termico, con un sistema di riscaldamento a bassa temperatura di tipo radiante.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dall’opportunità, garantita dalla normativa vigente, di poter usufruire di sgravi fiscali sulla base del materiale e delle tecnologie eco-sostenibili impiegate della costruzione o nella ristrutturazione.
Socialità – housing sociale
Il mercato immobiliare negli ultimi 20 anni ha subito un generalizzato aumento dei prezzi, che a fronte di una crescita ridotta dei redditi familiari, ha generato problematiche abitative, più pressanti nelle città e nelle aree metropolitane, ma anche nei piccoli comuni, rispetto alle quali gli strumenti della classica edilizia abitativa non danno risposte adeguate.
Anche la domanda di case si è trasformata, diventando più complessa e atipica (single, famiglie monogenitoriali, immigrati, ecc.), allargando l’emergenza casa a fasce della popolazione che fino a pochi anni fa non erano state toccate da questo disagio.
Il modello di coresidenza, ricco di soluzioni per recuperare ed ottimizzare sia gli spazi che i tempi, è la soluzione che permette di superare molte delle problematiche presenti sul mercato, e inoltre si propone come un sistema di ‘welfare attivo’, che trova un suo fondamento su una sorta di ‘destino comune’ capace di creare una rete di basato sul coinvolgimento delle persone.
Il cohousing è un’esperienza quotidiana di persone che hanno scelto di vivere insieme, come “vicinato elettivo” con servizi condivisi. Il cohousing è una forma di coabitazione nata negli anni ‘60 nei paesi scandinavi, che si è diffusa successivamente nel nord Europa. Il cohousing unisce all’abitazione privata il vantaggio di avere servizi e spazi condivisi (spazi per la socialità o il ritrovo, micronidi, palestre, orti e giardini, laboratori, biblioteche, piscina, ecc.).
Un tipico progetto di cohousing è caratterizzato in insediamenti dalle 20 alle 40 unità abitative, ma se ne stanno realizzando anche con un numero di nuclei familiari minori (5 o 6 famiglie). Indipendentemente dal numero di partecipanti, ogni progetto di cohousing ha delle caratteristiche comuni che lo identificano come tale e lo rendono profondamente diverso da soluzioni apparentemente simili (cooperative edilizie, condomini, villette a schiera, ecc.). Queste caratteristiche possono essere schematizzate in:
vicinato elettivo: le persone si scelgono; scelgono di formare un gruppo con una visione dell’abitare e del vivere comune e condiviso;
progettazione partecipata: i futuri cohouser definiranno e progetteranno gli spazi comuni che vorranno condividere e gestire insieme;
gestione: i cohouser si amministrano direttamente e si occupano di organizzare i lavori di manutenzione e della gestione degli spazi comuni;
sicurezza: il cohousing offre la garanzia di un ambiente sicuro, grazie alla socialità e alla collaborazione che è alla base di queste comunità;
spazi comuni: gli spazi progettati come comuni facilitano i rapporti di vicinato e aumentano il senso di appartenenza ad una comunità.
In sintesi, il cohousing permette di coniugare i benefici derivanti dalla condivisione di alcuni spazi, con la propria individualità, la privacy e l’indipendente gestione dei propri spazi e della propria vita.






