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Durante il dibattito/incontro che si è svolto domenica 30 maggio (a Terra Futura), sono rimasta colpita da quanto detto da una partecipante, che potrei sintetizzare così: le parole che usiamo sono le stesse (condivisione, comunità, partecipazione, ecc.) però ciascuno di noi le interpreta in maniera del tutto personale e spesso non coincidono le ‘visioni’ che stanno dietro a queste parole ‘in comune’.
Che le parole siano ‘gusci vuoti’ è un dato interiorizzato già dall’adolescenza. Ma mi sono fermata a riflettere su un aspetto più generale: la straordinaria presenza del prefisso eco- in moltissime parole di uso corrente.
Brevemente: la parola ecologia è, tutto sommato, di recente conio. Risale al 1866. Ad usarla per la prima volta fu Ernst Haeckel, un biologo, che unì in un solo concetto due parole greche: oikos (casa) e logos (racconto, parola; per estensione, studio).
Anche la parola economia ha al suo interno il concetto di casa, associato però alla regola, alla norma.
Nella definizione di Haeckel (“totalità delle scienze delle relazioni dell’organismo con l’ambiente, comprese tutte le condizioni dell’esistenza nella loro accezione più ampia”) c’è un aspetto spesso trascurato nel privilegiare la ‘protezione dell’ambiente’ e l’eventuale recupero degli squilibri: le relazioni.
Ecco che allora, parole come eco-abitare, eco-villaggi, eco-cohousing, eco-architettura, eco-sostenibiltà, ecc., acquisterebbero più coerenza se prendessero in esame l’aspetto delle relazioni che si vengono a creare all’interno ed all’esterno di ciascuno di questi concetti (o realtà, in molti casi), ponendo l’ascolto come parte fondativa del logos.
Così, giusto per non far diventare eco solo una riflessione di onde sonore.
Cristina Savelli
savellicristina@libero.it
Si è svolto in questo fine settimana, a Firenze, all’interno di Terra Futura, mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, un dibattito sull’abitare, tra modi diversi di abitare solidale. Condomini solidali, cohousing ed ecovillaggi. Modi di vivere che hanno in comune i valori dell’abitare solidale e dell’accoglienza.
Cohousing – Riporto la definizione del manifesto redatto dalla Rete Italiana per il Cohousing, nata a Firenze lo scorso 10 aprile.
“Il cohousing è una modalità residenziale costituita da unità abitative private, spazi e servizi comuni. Caratteristica principale è una progettazione e gestione partecipata, consapevole, solidale e sostenibile. Gli spazi e i servizi comuni, ove è possibile, sono aperti al territorio”.
A Terra Futura si è parlato di cohousing in termini di sostenibilità sociale e ambientale dell’abitare, una nuova risposta alla crisi sociale ed economica, sottolineando le ricadute positive, di tale scelta.
http://www.sostenibile.org/aContenuti/coHousing/coHousing.html
Nel condominio solidale ogni famiglia è autonoma, ma sa di potere contare sulla fiducia e sulla solidarietà degli altri. Una fiducia che si traduce concretamente anche nell’adozione di una cassa comune. Il desiderio di chi sceglie questa tipologia di abitare, è quello di essere una comunità accogliente, nella convinzione che il vero tesoro è la relazione con gli altri. http://acftoscana.wordpress.com
Gli ecovillaggi, “un frammento di utopia”. Elementi caratteristici del movimento degli ecovillaggi italiano sono la condivisione, metodo del consenso e l’autosufficienza. La Comune di Bagnaia è una delle esperienze storiche del movimento degli ecovillaggi italiano.
La Comune di Bagnaia nasce nel 1979, con l’idea di sperimentare nel quotidiano la condivisione delle risorse umane ed economiche e una vita di gruppo che preveda la comprensione, il rispetto reciproco e la collaborazione.
Per tenere in contatto le tante ed eterogenee realtà degli ecovillaggi, nasce nel 1996 l’organismo RIVE – rete italiana dei Villaggi Ecologici. Ad essa appartengono esperienze comunitarie differenti tra loro per orientamento filosofico e organizzativo, tutte comunque sono ispirate a un modello di vita rsponsabile e sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico, “intendendo per sostenibilità l’attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando le prospettive ambientali, presenti e delle future generazioni”. www.mappaecovillaggi.it


