Cosa non dovrebbero fare le Amministrazioni Pubbliche, in un momento di crisi sociale come quello che stiamo vivendo? Alienare beni immobili di sua proprietà, a prezzi simbolici, a vantaggio di società private che realizzano esclusivamente speculazioni edilizie.

Con piacere pubblico l’articolo e il video dell’associazione Beaubart di Firenze, su un bell’esempio da non seguire.

Senza il Bene, non c’è Comune!

Come era prevedibile, il 13 dicembre (2010), l’asta di vendita dell’immobile comunale di via Conciatori, zona Santa Croce di Firenze, è stata aggiudicata per 1.912.000 euro.
L’immobile, che ha un volume complessivo di 1.646 mq, risulta quindi essere stato acquistato per una cifra di poco superiore ai 1.150 euro al mq da una srl.

E’ davvero inaccettabile che, mentre il Sindaco e la Giunta parlano di volumi zero e di recupero dell’esistente a proposito del Piano Strutturale, si decida di (s)vendere un patrimonio comunale, utilizzabile concretamente per dare risposta a importanti bisogni sociali.

Il * Progetto Conciatori *, il movimento formato da abitanti del quartiere e non, associazioni e realtà di base, è stato nettamente contrario alla vendita e si è presentato all’asta con una proposta di autorecupero e di riutilizzo pubblico dell’immobile, garantendo così la permanenza della proprietà al Comune di Firenze, da utilizzarsi per luoghi di aggregazione e per un uso sociale.
Fra i vari progetti, segnaliamo con piacere la proposto di recupero di una parte della volumetria, da utilizzarsi come “residenza pubblica” in cohousing, proposta dall’Associazione Cohousing in Toscana.

Nel video della conferenza stampa tenutasi nei locali autorecuperati dell’immobile il 23 novembre scorso, presenta il progetto di cohousing Lucia Evangelisti, dell’Associazione.
(il video è stato curato dall’Associazione culturale Beaubart di Firenze)

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