Riporto l’articolo pubblicato sul blog pratiche responsabili.it, sulla tavola rotonda che si è tenuta a Bologna il 16 dicembre 2010, all’interno del progetto Fare Casa. Nell’articolo viene citato l’intervento del Vicinato elettivo, sul cohousing e housing sociale a Modena.

HOUSING SOCIALE E COHOUSING PER UN NUOVO WELFARE DI RETE

Gabriele Brinchilin

A nord di Bologna, fra l’uscita 6 della tangenziale e il canale Navile, c’è un nucleo di 80 alloggi ad affitto calmierato, abitati da giovani coppie, anziani e disabili. Il complesso, denominato Hygeia, è stato progettato dalla Cooperativa edificatrice Dozza con l’obiettivo di favorire la socializzazione: aree verdi, percorsi pedonali e ciclabili, spazi comuni per il gioco, lo studio e il tempo libero. All’interno di Hygeia, il Consorzio di Cooperative sociali Epta ha aperto un micronido, ha attivato hope, un servizio di assistenza domiciliare ad adulti non autosufficienti e sta sperimentando una banca del tempo.

Il progetto di housing sociale di Hygeia è una delle esperienze illustrate nel convegno “Fare Casa”, organizzato il 16 dicembre scorso dal consorzio di cooperative sociali Sol.co Insieme. Durante l’incontro sono stati approfonditi vari “interventi di rete” che hanno coinvolto cittadini, pubblica amministrazione e terzo settore nella costruzione di nuovi modi di convivenza, improntati alla solidarietà.

L’associazione modenese vicinato elettivo, ad esempio, promuove il cohousing mediante progetti partecipati di abitazioni eco-sostenibili e con ampi spazi ad uso comune. L’associazione ha anche attivato il blog ecohousing per fare incontrare i futuri abitanti e la pubblica amministrazione.

A Bologna, nel quartiere Navile il Comune e l’ACER hanno predisposto laboratori di informatica e multimedialità per i cittadini extra-comunitari di seconda generazione, con l’obiettivo di renderli “tutor di scala” a supporto permanente dei coinquilini dei vari stabili.

In Veneto, associazioni e cooperative sociali hanno dato vita, in collaborazione con fondazioni bancarie e camere di commercio, ad AISA: un’agenzia di intermediazione sociale che aiuta lavoratori in mobilità, giovani coppie e immigrati ad inserirsi nella comunità locale, a ricercare l’abitazione, fornendo anche microprestiti e garanzie di accesso al mutuo. La qualità della vita parte anche dall’abitare: la speranza è che le esperienze descritte diventino un’alternativa sempre più diffusa alla solitudine ed ai conflitti di vicinato.

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