Pubblico con piacere la lettera di intenti di Veruska e della sua famiglia, su ciò che per loro rappresenta il cohousing che si può realizzare nel casolare di Nonantola.

“La casa è quel posto dove,
quando ci andate, vi accolgono sempre”.
 (D. Frost)

Il rustico risale al 1900 ed è ubicato in prossimità del bosco della Partecipanza e nell’area di riequilibrio ecologico del Torrazzuolo, questo fu il motivo per cui decidemmo di acquistarlo, l’idea era infatti quella di farne la nostra abitazione  (è così è stato per 5 anni), e di realizzare una parte da dedicare ad attività ricettivo/ricreative in collegamento con le risorse paesaggistiche adiacenti (parco della LIPU), purtroppo le risorse economiche necessarie non sono state sufficienti a contenere  cedimento strutturale e gli investimenti, anche in relazione alle nuove normative antisismiche e l’Inesvitabile decisione di abbatterLo, hanno fatto in modo che non solo non abbiamo potuto realizzare un centro polifunzionale, ma abbiamo anche dovuto cambiare residenza.

NON CI SIAMO ARRESI!
Perché Siamo sicuri che ci sono persone che aspettano di “innamorarsi” di questa Splendida Campagna come abbiamo fatto noi 8 anni fa quando decidemmo di diventare cittadini Nonantolani.

In che modo vogliamo trasformare il nostro sogno?

Il nostro progetto è quello  di creare una CASA eco-sostenibile che garantisca spazi privati (3 abitazioni) e spazi comuni e condivisi , non solo tra i cohousers ma con il territorio, uno spazio d’incontro in grado di ospitare  associazioni culturali, ricreative e sportive, ma anche privati che vogliano trascorrere una giornata immersi nella natura insieme ad “amici” per fare il pane, raccogliere i prodotti dell’orto per trascorrere sere d’estate in uno spazio silenzioso e immerso nella natura. riscoprendo i valori dello stare insieme in un incontro inter-generazionale assorbendo le peculiarità di ognuno per trasformarle in risorse.

E’ un obiettivo alto, in un periodo storico in cui la gente “non ha tempo”, ma è per noi l’unico futuro possibile perché crediamo che solo con la condivisione si possano trovare soluzioni creative ed efficaci .
Nello specifico intendiamo realizzare e reinventare da zero questa grande CASA, condividendo con gli altri cohousers la strutturazione degli spazi condivisi, affinché divengano, funzionali e fruibili nel tempo, evitando doppioni (es. tre lavanderie o tre cantine).
Gli spazi comuni devono prevedere:
1.     ampi locali (salone polifunzionale e cucina), in grado di accogliere non solo i momenti tra gli abitanti della casa, ma anche, come già detto, associazioni, corsi, laboratori in cui i fruitori si prendano cura degli spazi, e dei materiali a disposizione dando in cambio un contributo utile al sostentamento della CASA.
2.    locali di servizio, lavanderia, cantina
3.    orto,mini frutteto e area esterna con grande barbecue a disposizione di tutti e finalizzata al sostentamento della CASA, un bene comune dal quale tutti devono collaborare e tutti possono usufruire.

Detto questo, TUTTO potrà essere progettato (es. sala lettura, stanza per far musica, laboratorio di bricolage, ricovero attrezzi,deposito biciclette, etc) qualunque cosa i cohousers ritengano opportuno per la propria qualità della vita e per le finalità che ci proporremo.

NON TUTTI DEVONO SAPERE FARE TUTTO!

In un ottica di condivisione crediamo che mettere “in rete” autenticamente i propri saperi e le proprie esperienze, per quando differenti possano essere, sia l’unico modo per aiutare il progetto a crescere. Non occorre saper fare tutto, perché ognuno farà quello di cui è capace e lo farà nel miglior modo possibile, solo in questo modo il gruppo cresce, perché nel confronto con gli altri si può scoprire che anche abilità date per scontate possano trovare una “spendibilità” concreta per la CASA.

L’idea di comunità allargata, dove i partecipanti, si conoscono, si scelgono e si piacciano è già equivalente a posare il primo mattone di questa GRANDE AVVENTURA!

Ovviamente, non diamo per scontato che qualsiasi provento derivi dallo spazio e dalle risorse comuni, serva per essere reinventato e reinvestito per LA CASA (es. attrezzature, piante, manutenzione, etc.)  perché crediamo che la CASA debba essere una risorsa e non UNA TASSA!

Ogni cohousers sarà proprietario di un terzo della casa e delle aree esterne, ma si impegna a regolamentare l’utilizzo degli spazi comuni e delle aree esterne con una sorta di statuto, comune e condiviso che rimarrà tale anche in caso di vendita o affitto a terzi della propria quota; questo perché questo non è un progetto speculativo, ma condiviso, che parte da un presupposto di rispetto, ma anche di confini netti e imprescindibili,  dove vi è una responsabilità singola e collettiva di condivisione .

Un uomo percorre il mondo intero
in cerca di ciò che gli serve
e torna a casa per trovarlo.
(G.Moore)

Veruska, Davide, Alessandro, Gabriele, Leonardo

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