Do ut des (scambiamoci queste cose in maniera ben definita)

Affrontare il bisogno di socialità, per una pubblica amministrazione che abbia, come necessità primaria, la soddisfazione dei propri cittadini, credo sia determinante, soprattutto nei periodi di crisi come quello che stiamo vivendo.

Dalle P.A. ci si aspetta:

delle risposte nuove e alternative alla semplice soddisfazione della necessità abitativa;

che preveda servizi alle persone (micro nidi, spazi per il gioco dei bambini, palestra comune, laboratori, spazi per la socialità, ecc.) anche all’interno del proprio “sistema abitativo”, offrendo così al cittadino servizi a costi calmierati;

una facilitazione all’acquisto a tutti coloro che, nelle condizioni attuali, non hanno questa possibilità.

Cosa ottiene in cambio la P.A.:

attenzione per i suoi amministratori;

aumento delle tipologie di servizi senza che questi vadano ad incidere sul bilancio della P.A. (i servizi all’interno del modello cohousing sono a costo zero);

una popolazione più consapevole e rispettosa del territorio.

Qualche considerazione

“La terza via” – Il cohousing è una proposta moderna e trasversale per realizzare un nuovo sistema abitativo; probabilmente la “terza via” tra una visione privatistica esasperata ed un collettivismo asfittico. Questa modalità abitativa è trasversale perché riguarda le famiglie tradizionali, ma si può estendere anche a disabili, single, giovani, madri capofamiglia e anziani autosufficienti.

Strategia – L’attenzione per le tecnologie di costruzione e ristrutturazione ecocompatibili e le pratiche di condivisione garantiscono il risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale di queste comunità, a cui si unisce la riscoperta dei tradizionali legami di vicinato in grado di dare benefici sia sul piano sociale sia sul piano ecologico.

Il modello prende vita dal bisogno – Si vive meglio e si spende meno, non si rinuncia alla privacy di un appartamento privato, ma si ha la possibilità di condividere degli spazi e degli interessi comuni. Il modello potrà avere un futuro di sicuro successo perché coniuga esigenze individuali con il bisogno di socialità, di sicurezza, di protezione e di risparmio.

Le differenze con il modello tradizionale di cooperativa – Nel modello cohousing “ci si sceglie” e si ha una profonda attenzione nei confronti dell’ambiente. Il cohousing è di solito un insediamento abitativo composto da abitazioni private e da ampi spazi destinati all’uso comune e alla condivisione tra i coabitanti: grandi cucine, spazi per gli ospiti, laboratori, spazi per il gioco dei bambini, micro nidi, palestra, piscina, internetcafè, biblioteca o altri servizi utili per la comunità.

La progettazione – Fondamento per la realizzazione del cohousing è la progettazione “partecipata”. Tutti gli attori del cohousing partecipano alla progettazione a vario titolo. I cohouser partecipano fattivamente alla realizzazione della loro casa, degli spazi comuni. Il progettista tiene conto delle esigenze e cerca di tradurle in progetto nel migliore dei modi. Figura di congiunzione fra cohouser e tecnici è una persona, con molta pazienza, che mette insieme richieste e fattibilità.

Concretamente – Per la realizzazione concreta dei progetti di cohousing occorre:

  • Ricerca, valutazione e selezione di siti ed immobili nel territorio adatti al cohousing;
  • Stesura di studi di fattibilità su specifici progetti in forma preliminare;
  • Ricerca di bandi di assegnazione di immobili, di finanziamento e agevolazioni fiscali;
  • Consulenza legale e amministrativa su specifiche questioni tecniche.

Determinante in questa fase è la collaborazione con la Pubblica Amministrazione, che ha profonda conoscenza del territorio, degli immobili e delle necessità sociali del territorio che amministra. Inoltre nello studio di fattibilità la P.A. fornisce informazioni che riguardano i vincoli urbanistici e catastali, il conteggio dei dati dimensionali e delle potenzialità edificatorie del sito, fornisce idee progettuali preliminari sul possibile insediamento architettonico comprendente specifici accorgimenti e metodologie per il risparmio energetico (ad esempio la classificazione energetica del nuovo intervento secondo parametri riconosciuti tipo Casa Clima), una prima valutazione di massima della realizzazione.

Infine, l’attività di consulenza sia amministrativa che legale in merito alle specifiche questioni pratiche riguardanti i progetti in corso è fondamentale per potersi muovere con serenità e sicurezza nella realtà dell’edilizia e del mercato immobiliare. Come fondamentale è la materia normativa, che prende spunto dalle cooperative, del diritto e della gestione della proprietà immobiliare, della compravendita immobiliare, dei finanziamenti e dei mutui bancari.

Legislazione –  “Il piano casa” dell’Emilia-Romagna  L.R. del 6/07/2009 che modifica alcuni articoli della L.R. 20 del 2000, in particolare introduce l’art. 7 bis “Concorso alla realizzazione delle politiche di edilizia residenziale sociale”.

All’interno di questo articolo trova spazio e collocazione ciò che viene chiamato housing sociale. Infatti il piano è rivolto e destinato a determinate categorie quali:

  • Nuclei familiari a basso reddito
  • Giovani coppie a basso reddito
  • Anziani, studenti nuove fasce sociali a rischi
  • Immigrati regolari a basso reddito
  • Famiglie monoparentali

Individuazione degli spazi

“Misure per l’attuazione degli interventi di edilizia residenziale sociale” art. A 6ter (L.R. del 6/07/2009).

L’ edilizia abitativa ha per oggetto la costruzione di nuove abitazioni e la realizzazione di misure di recupero del patrimonio abitativo ed è articolata sulla base di criteri oggettivi che tengaono conto dell’effettivo bisogno abitativo presente nelle diverse realtà territoriali. Pertanto le Regioni e gli enti locali, hanno l’obbligo di redigere dei piani al fine di concentrare gli interventi sulla effettiva richiesta abitativa nei singoli contesti, rapportati alla dimensione fisica e demografica del territorio attraverso programmi, i cui punti fondamentali sono:

  • Promozione residenziale e qualificazione urbana;
  • Sostenibilità ambientale ed energetica;
  • La promozione, l’incentivazione e la valorizzazione della partecipazione di soggetti pubblici e privati.

Abbattimento dei costi

Punto fondamentale, trattato anche dalla legge, importante per la realizzazione dell’housing sociale è l’abbattimento dei costi. I comuni e gli enti locali possono intervenire con provvedimenti finalizzati a:

  • riduzione del prelievo fiscale di pertinenza comunale o degli oneri di costruzione;
  • agevolazioni anche amministrative in favore delle cooperative edilizie costituite tra soggetti destinatari degli interventi;
  • reperimento di quota del patrimonio immobiliare del demanio costituito da aree ed edifici non più utilizzati;
  • costituzione di fondi immobiliari.

Soggetti promotori per la realizzazione di progetti di cohousing e/o housing  sociale possono essere sia pubblici (Regioni e enti locali) che privati (associazioni, fondazioni, banche e coperative).

Pubblicità

Grande importanza riveste la pubblicità del progetto di cohousing. I mezzi più idonei sono internet, gli opuscoli informativi, incontro diretto con le persone. Questa modalità è facilmente applicabile soprattutto nei comuni piccoli, ma non solo, nei quali è più facile l’incontro in assemblea con gli eventuali futuri utenti.

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