NOTIZIE LEGISLATIVE

Pubblico di seguito, alcune informazioni legislative fondamentali, per capire l’importanza di realizzare edifici a consumo di energia quasi zero, e di quali strumenti, gli utenti finali, devono conoscere per difendersi da un mercato edilizio non sempre trasparente.

La chiarezza normativa, è indispensabile anche per i professionisti che come noi, hanno intrapreso la strada della sostenibilità, proponendo progetti che seguono le direttive richieste. (Presentazione progetto di Nonantola sull’homepage del blog).

Introduzione – Costruire Edifici a Energia Quasi Zero – Direttiva Europea

Obiettivo che l’unione europea si è posta per il 2020. Saranno edifici ad altissima prestazione energetica, nei quali il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo verrà coperto in misura molto significativa da energia di fonti rinnovabili. Per raggiungere questo obiettivo, ma anche per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti, è stata emanata la direttiva comunitaria 2010/31/CE che, dal 1 febbraio 2012 ha sostituito la 2002/91/CE.

La Direttiva Europea dovrà essere recepita da tutti gli stati membri entro il 9 luglio del 2012.

La Direttiva delinea il quadro comune generale per il calcolo della prestazione energetica degli edifici. La metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici dovrà essere determinata sulla base delle caratteristiche termiche dell’edificio e delle sue divisioni interne (capacità termica, isolamento, riscaldamento passivo, elementi di raffrescamento, ponti termici), degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di condizionamento, di illuminazione e sulla base dell’orientamento dell’edificio, dei sistemi solari passivi e di protezione solare.

Gli stati dovranno stabilire i requisiti minimi relativi agli elementi dell’involucro edilizio e ai  sistemi tecnici per l’edilizia, al fine di ottimizzare i consumi.

Entro il 31 dicembre 2010 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere “edifici a energia quasi zero”. Per gi edifici pubblici questa scadenza è anticipata al 31 dicembre 2018.

Gli stati membri dovranno istituire un sistema di certificazione energetica degli edifici. L’attestato di prestazione energetica comprenderà la prestazione energetica di un edificio e i valori di riferimento, quali requisiti minimi di prestazione energetica. Il certificato, di validità massima di 10 anni, potrà contenere informazioni supplementari, raccomandazioni per il miglioramento efficace o ottimale in funzione dei costi della prestazione energetica.

In caso di costruzione, vendita, locazione, il certificato dovrà essere presentato al potenziale acquirente o nuovo locatario e consegnato alla stipula del contratto. Inoltre il certificato di prestazione energetica dovrà essere riportato in tutti gli annunci commerciali, di vendita o di affitto.

Normativa italiana

In Italia le prime disposizioni in materia di certificazione energetica degli edifici sono state emanate con la legge 10 del 9 gennaio 1991, volta a favorire l’uso razionale dell’energia, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la riduzione dei consumi di energia nei processi produttivi.

Dopo una serie di decreti legislativi, nel 2007, l’attestato di certificazione energetica è diventato necessario per accedere ad incentivi e agevolazioni fiscali destinati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.

Con il dlgs 3 marzo 2011 n. 28, che recepisce la direttiva europea 2009/28/CE sulla promozione delle energie rinnovabili, è stato introdotto l’obbligo di inserire nei contratti di compravendita o di locazione una clausola con la quale l’acquirente o il locatore dichiarano di avere ricevuto le informazioni relative alla certificazione energetica. Lo stesso dlgs 28/2011 prevede che dal 1 gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita di edifici o di singole abitazioni riportino l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

Ultime dall’Emilia Romagna

Con un percorso legislativo iniziato nel 2008, la Regione Emilia Romagna ha adottato le norme per la certificazione energetica degli edifici, definendo le prestazioni minime, metodologie di calcolo e modalità di rilascio dell’Attestato di Certificazione Energetica. La normativa regionale rafforza i requisiti prestazionali fissati dal legislatore nazionale, in particolare per quanto riguarda il comportamento energetico degli edifici in regime estivo e il ruolo delle fonti rinnovabili per la copertura dei consumi di energia primaria.

La delibera 1366/2011 prevede che dal 31 maggio 2012, si arrivi progressivamente a coprire con le rinnovabili fino al 50% del consumo di energia dell’edificio.

Elenco delibere (Edilportale)

Delibera 26 settembre 2011 n. 1366 “prposta di modifica della parte seconda”;

Delibera 20 settembre 2010 n. 1362 “modifiche degli allegati di cui alla parte seconda della assemblea legislativa n. 156/2008

Delibera 6 0ttobre 2009 n. 255 ” Modifica alla deliberazione dell’assemblea legislativa n. 156/2008″;

Delibera 21 settembre 2009 n. 1390 “Modifiche gli allegati tecnici alla deliberazione dell’assemblea legislativa n. 156/2008″;

Delibera 4 marzo 2008 n. 156 ” Atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti di rendimento energetico e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici”.

Da Solidaria

“L’Italia ha una lunga e ricca storia di esperienze comunitarie che, tuttavia, non hanno trovato finora collocazione nell’ordinamento giuridico, fatta eccezione per quelle tipizzate come, ad esempio, la famiglia. La presenza di comunità intenzionali in contesti urbani, oggi molto diffusa nei Paesi del nord Europa, è indicata col termine «co-housing», e nasce dalla constatazione che nelle città, in particolare nelle metropoli, la riduzione della quantità e della qualità delle relazioni interpersonali si aggiunge al fenomeno altrettanto preoccupante delle difficoltà economiche che riguardano un numero crescente di famiglie tradizionali.
La presente proposta di legge intende affermare l’esistenza di un modello sociale, economico e di valori che costituisce un patrimonio importante per lo Stato e per il territorio nel quale sono insediate questi esempi di coabitazione solidale.”

Testo della proposta di legge

NOTIZIE “ECO-TECNICHE”

Per saperne di più su…..:

  • Fotovoltaico

L’energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra, che ci offre la possibilità di migliorare la qualità della vita e di liberarci dal peso derivante dal costo della bolletta dell’elettricità.

Il fotovoltaico è una tecnologia capace di sfruttare l’energia solare per produrre energia elettrica.

Un impianto fotovoltaico sfrutta le proprietà di alcuni semiconduttori, come il silicio, che adeguatamente trattati ed interfacciati generano energia elettrica dopo aver assimilato energia solare.

Per rendere compatibile l’energia generata dai moduli fotovoltaici con le apparecchiature per usi civili, occorre interporre tra i moduli e la rete un inverter, ovvero un dispositivo elettrico statico che converte la corrente continua in corrente alternata alla frequenza e alla tensione di funzionamento della rete elettrica pubblica.

Ricapitolando quindi, un sistema fotovoltaico è composto da:

1)    MODULI o PANNELLI FOTOVOLTAICI
2)    STRUTTURA DI SOSTEGNO
3)    INVERTER
4)    QUADRI ELETTRICI, CAVI DI COLLEGAMENTO e LOCALI TECNICI PER L’ALLOGGIAMENTO DELLE APPARECCHIATURE.

La durata media di un impianto fotovoltaico è di circa 25/30 anni e grazie alle nuove tecnologie il rendimento di questo tipo di impianti è sempre più proficuo.

Il GSE (Gestore Servizi Energetici), controllato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha un ruolo fondamentale nella PROMOZIONE e nello SVILUPPO delle fonti rinnovabili in Italia, attraverso un meccanismo di INCENTIVAZIONE noto come CONTO ENERGIA.

Il nuovo conto energia fotovoltaico ai sensi del Decreto Ministeriale del 19/ 02 / 2007, è stato pubblicato nella G.U. n°45 del 23 / 02 / 2007.
Questo decreto fissa le tariffe incentivanti per chi produce energia con impianti fotovoltaici, in base ad una differenziazione che tiene conto del tipo di impianto fotovoltaico, ovvero integrato, non integrato o parzialmente integrato, allo scopo di favorire l’integrazione architettonica dei pannelli negli edifici.

Quando i pannelli montati sono considerati INTEGRATI pertanto l’energia prodotta viene riacquistata dal gestore della rete alla tariffa massima che è di  49 €/kWh, tariffa quest’ultima che è quasi tripla rispetto a quella di mercato.

L’incentivo viene pagato su tutta l’energia prodotta dall’impianto, non soltanto su quella in eccesso che riversiamo alla rete elettrica.

Quindi avremo un contatore condominiale in CONTO ENERGIA  che misurerà l’energia prodotta dall’intero complesso, e conseguentemente tenendo conto delle tabelle millesimali condominiali verrà calcolato l’esatto importo di energia prodotta e energia consumata di ogni singolo appartamento.

Prendendo in considerazione questi calcoli il GSE ogni tre mesi invierà ad ogni singolo utente un assegno per il pagamento dell’energia prodotta, che da un lato permetterà il TOTALE ABBATTIMENTO DEI COSTI derivati dalla bolletta dell’energia elettrica e dall’altro vi permetterà di avere un RICAVO per coprire, per esempio, le spese condominiali dell’intero complesso.
Attraverso il “conto energia” la produzione di elettricità di un impianto fotovoltaico è remunerata ed assicurata per 20 anni.

Infine tramite l’installazione di questi pannelli fotovoltaici non solo possiamo soddisfare il fabbisogno energetico per l’alimentazione del sistema geotermico ma anche il fabbisogno energetico dei normali consumi per l’illuminazione e fornitura di corrente ai vostri elettrodomestici.

A tal proposito viene utilizzato per la cottura dei vostri cibi un sistema di PIANI DI COTTURA AD INDUZIONE, noti non solo per l’assenza di ogni fonte di GAS e la loro SICUREZZA, ma anche, e soprattutto, per il loro ALTISSIMO RENDIMENTO ENERGETICO che è pari al 92%.

In conclusione, grazie alla efficienza di questi sistemi sarà possibile liberarsi totalmente del costo rappresentato dalle bollette dell’energia elettrica e del gas, realizzando in tal modo l’obbiettivo per noi fondamentale di fornire CASE ECOLOGICHE A COSTI DI GESTIONE PARI A ZERO!!!

  • La geotermia

Gli impianti ad energia GEOTERMICA sono dei sistemi che trasformano le abitazioni in luoghi caldi in inverno e freschi d’estate senza ricorrere ai tradizionali impianti di riscaldamento o di climatizzazione.
Un IMPIANTO GEOTERMICO è costituito essenzialmente da due componenti principali:

1) le SONDE GEOTERMICHE VERTICALI (SGV).

2) le POMPE DI CALORE.

Le SGV attraverso uno scambiatore di calore prelevano energia GRATUITA e RINNOVABILE dal sottosuolo a profondità comprese tra i 70 m e i 130 m, tramite miscela glicolata che circola al loro interno. Le perforazioni hanno un diametro di 115-168 mm e sono realizzate in prossimità dell’edificio.

In pratica queste sonde nel sottosuolo sfruttano il naturale calore della terra (che come sappiamo aumenta con la profondità ed è sempre costante in ogni periodo dell’anno) e sono collegate ad una POMPA DI CALORE ed al sistema idraulico per estrarre il caldo o il fresco a seconda delle esigenze di stagione.

Quindi è proprio grazie al contributo di queste POMPE di CALORE (veri e propri motori molto simili a dei frigoriferi) che nei mesi invernali è possibile trasferire in superficie il calore, mentre invece nei mesi estivi è possibile trasferire al terreno il calore in eccesso presente negli edifici, facendo funzionare la pompa di calore in modo semplicemente inverso, assorbendo così il calore dalla superficie e trasferendolo al sottosuolo.

La POMPA DI CALORE necessita di energia elettrica per funzionare e, in condizioni medie, per ogni kW elettrico consumato si ottengono dai 3 ai 5 kW termici.

Per rendere l’impianto energeticamente autosufficiente quindi, deve essere abbinato un impianto fotovoltaico che produrrà l’energia necessaria per alimentare questo tipo di sistema.

Gli impianti geotermici nell’EDILIZA ECOSOSTENIBILE sono già una realtà consolidata in molti paesi europei ed i principali vantaggi di un impianto di questo tipo sono evidenti, e possiamo sintetizzarli in due punti principali:

1- Drastica riduzione delle emissioni di CO2 e di gas ad effetto serra nell’atmosfera, poiché questo tipo di impianti non necessitano di alcuna combustione di prodotti petroliferi.

2- Rilevante risparmio economico rispetto all’utilizzo di fonti tradizionali ad energia fossile (metano, gasolio o gpl) poiché non utilizzando questo tipo di combustibili ed essendo energeticamente autosufficienti gli impianti geotermici consentono il totale azzeramento dei costi derivanti dalle “tradizionali”, e  nel nostro caso inesistenti, bollette del gas.

  • Ventilazione maccanica controllata (VMC)

La Ventilazione Meccanica Controllata per chi la casa la vive ogni giorno è sinonimo di BENESSERE.
In pratica la VMC permette di ottenere in modo continuo e controllato il ricambio d’aria necessario a far “respirare” la casa, agendo significativamente sulla riduzione dell’umidità relativa e sull’incremento del comfort abitativo.
Da sempre l’uomo “apre le finestre” per permettere un ricircolo dell’aria stagnante nelle stanze; ma non sempre questa soluzione è attuabile senza sacrifici in termini di dissipazione di calore e di inquinamento acustico.
Ventilare significa rinnovare regolarmente l’aria interna con costi energetici ridotti, permettendo di eliminare condense ed inquinanti che si formano con continuità all’interno dell’abitazione.

COME FUNZIONA LA VMC

Integra un insieme di elementi studiati specificatamente per la ventilazione primaria: bocchette, ventilatori e condotti.

Nella semplificazione più spinta l’impianto provvede ad estrarre, mediante un ventilatore di potenza contenuta e grande silenziosità, l’aria interna carica d’umidità e di inquinanti da quei locali dove è maggiore la loro produzione: bagni, lavanderia e cucina.

Nel contempo, per garantire un flusso costante di “lavaggio” dell’aria e compensare le depressioni indotte dall’estrazione, vengono collocate delle bocchette di ingresso aria che provvedono all’immissione nei vani nobili: camere, soggiorni, sale.

Il passaggio dell’aria in tutti i vani dell’abitazione è garantito dalla luce esistente sotto i serramenti (min. 0,5 cm), mantenendo la garanzia del flusso continuo e nello stesso tempo riducendo l’impatto acustico prodotto da eventuali griglie di transito.

Il tutto si può tradurre in più comfort, consumi ridotti e più igiene eliminando l’insorgenza di muffe di batteri.

Il comfort si evidenzia nella qualità dell’aria percepita nell’abitazione che risulta sempre “fresca” anche se chiusa e isolata da giorni. Odori e fumi vengono dissipati all’esterno senza soluzione di continuità medianti flussi d’aria calibrati e quindi non percepibili.
Inoltre l’abbattimento acustico garantito dalle bocchette di immissione permette una netta riduzione dei rumori provenienti dall’esterno.

Tutti gli impianti VMC sono dimensionati con un ricambio d’aria di 0,25 – 0,5 Volumi/ora (Legge 10/91), valore nettamente inferiore al ricambio indotto dall’apertura delle finestre.

La VMC è essenziale per il raggiungimento delle classi di efficienza più alte, si attestano su valori di EFFICIENZA ENERGETICA PARI ALLA CLASSE A.

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